• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
mercoledì 16 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Eventi e Fiere

SeaWatch, eDNA e satelliti per leggere il mare con occhi nuovi

Al CNR–IRBIM di Mazara del Vallo, l’intervento del professor Tommaso Russo ha mostrato come DNA ambientale, dati satellitari e AI possano rafforzare il monitoraggio della pesca e della biodiversità marina

Davide Ciravolo by Davide Ciravolo
24 Giugno 2026
in Eventi e Fiere, In evidenza, News, Pesca, Tecnologia
Tommaso Russo presenting SeaWatch and environmental DNA monitoring for fisheries

Professor Tommaso Russo presented SeaWatch as a tool to integrate fisheries, scientific research and marine biodiversity monitoring.

Un peschereccio può diventare anche uno strumento scientifico. Non al posto delle navi da ricerca, non fuori dai protocolli, non come scorciatoia tecnologica. Ma come parte di una rete più ampia, capace di raccogliere dati sul mare proprio mentre il mare viene vissuto, attraversato e lavorato ogni giorno.

È una delle prospettive più interessanti emerse il 19 giugno al CNR–IRBIM di Mazara del Vallo, durante lo stakeholder meeting SEA4FUTURE, dedicato alla resilienza degli ecosistemi marini attraverso tecnologie innovative e un approccio ecosistemico alla pesca, con particolare attenzione al caso del gambero rosso.

All’interno della sessione dedicata all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità nella pesca a strascico, il professor Tommaso Russo, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha proposto una riflessione concreta sul monitoraggio digitale della pesca. Il tema non riguarda soltanto la disponibilità di nuovi strumenti, ma il modo in cui questi strumenti possono cambiare la qualità delle informazioni a disposizione di ricercatori, decisori pubblici e operatori.

Nel Mediterraneo la gestione della pesca si muove dentro un equilibrio delicato. Da un lato ci sono le esigenze economiche delle imprese e delle marinerie; dall’altro la tutela degli stock, degli habitat e delle aree più vulnerabili. In mezzo c’è una questione decisiva: la capacità di sapere con sufficiente precisione cosa accade in mare, dove si concentrano le pressioni, come evolvono gli ecosistemi e quali segnali meritano attenzione.

La pesca illegale, le attività non conformi, le pressioni sugli stock e la gestione delle aree sensibili restano problemi complessi. Richiedono controlli, norme, responsabilità pubblica e collaborazione con gli operatori. La tecnologia da sola non li risolve. Può però ridurre le zone d’ombra, rendere più leggibili i fenomeni e rafforzare la capacità di prendere decisioni basate su dati più solidi.

È dentro questo orizzonte che si inserisce SeaWatch, progetto internazionale guidato dall’Università di Roma Tor Vergata. L’obiettivo è trasformare le imbarcazioni da pesca in sentinelle mobili della biodiversità marina, capaci di affiancare le unità di ricerca nella raccolta di informazioni sugli ecosistemi.

Il punto è importante. SeaWatch non propone di sostituire la ricerca scientifica tradizionale, che resta fondamentale per le campagne dedicate, la validazione dei protocolli e l’interpretazione dei dati. Propone piuttosto di ampliare la capacità di osservazione del mare, portando il monitoraggio anche dentro l’attività ordinaria delle flotte.

Le barche da pesca percorrono quotidianamente ampie porzioni di mare, con una continuità spaziale e temporale che le sole campagne scientifiche non possono garantire con la stessa frequenza. Se inserite in un sistema rigoroso, possono contribuire a raccogliere dati preziosi, aumentando la copertura del monitoraggio e rafforzando il legame tra ricerca e mondo produttivo.

È in questo senso che può essere letto il riferimento emerso durante l’intervento a uno strumento democratico. Non come formula generica, ma come democratizzazione della raccolta del dato. La conoscenza sul mare non resta confinata a pochi momenti di campionamento o a poche piattaforme specializzate, ma può essere alimentata anche da chi in mare lavora ogni giorno, dentro un quadro scientifico controllato e condiviso.

Il cuore tecnologico del progetto è la metaprobe, un piccolo dispositivo collocato negli attrezzi da pesca durante le normali operazioni. Mentre la rete lavora, la metaprobe raccoglie in modo passivo tracce di DNA ambientale, cioè il materiale genetico che gli organismi marini rilasciano nell’acqua e nell’ambiente circostante.

È qui che l’eDNA cambia la qualità del monitoraggio. Attraverso il metabarcoding, un campione può restituire informazioni sulla presenza di molte specie contemporaneamente, anche senza catturarle e senza osservarle direttamente. Questo consente di ampliare la conoscenza sulla biodiversità marina, individuare aree di particolare interesse ecologico, seguire l’evoluzione degli ecosistemi e intercettare segnali legati alla presenza di specie vulnerabili, protette o aliene.

SeaWatch non si limita però alla raccolta del campione biologico. Il valore del progetto sta nell’integrazione delle informazioni. DNA ambientale, dati satellitari e modelli di intelligenza artificiale possono essere combinati per costruire mappe e indicatori utili alla gestione del mare, dalla pianificazione spaziale marina alla valutazione delle aree protette e delle zone soggette a restrizioni di pesca.

Per la filiera ittica, questo cambio di prospettiva è rilevante. Il pescatore non viene considerato soltanto come soggetto da controllare, ma come parte attiva di un sistema di conoscenza. Questo non attenua la necessità di contrastare le attività irregolari, ma valorizza il ruolo delle flotte che operano correttamente e che possono contribuire alla trasparenza, alla tutela degli ecosistemi e alla gestione della risorsa.

Rendere più visibili le pressioni sul mare significa anche rendere più riconoscibile il lavoro di chi rispetta le regole. In questa prospettiva, il monitoraggio non è solo controllo. È responsabilità condivisa, capacità di documentare, costruzione di fiducia tra scienza, istituzioni e operatori.

L’incontro di Mazara del Vallo ha avuto il merito di portare questo tema dentro un confronto scientifico e istituzionale concreto. eDNA, satelliti e intelligenza artificiale non sostituiscono la governance, ma possono darle strumenti più efficaci. Non cancellano la complessità della pesca, ma aiutano a leggerla con maggiore precisione.

La direzione indicata da SeaWatch è chiara: usare la presenza quotidiana delle flotte in mare per produrre conoscenza utile alla conservazione e alla gestione. Una flotta peschereccia può diventare anche una rete di sensori ambientali. Non per trasformare i pescatori in ricercatori, ma per costruire un’alleanza più solida tra ricerca, pesca e istituzioni.

In questa alleanza si gioca una parte importante del futuro del Mediterraneo. Proteggere il mare non significa allontanare la pesca dalla ricerca, ma avvicinarle dentro un modello più trasparente, più misurabile e più responsabile.

Tags: biodiversità marinaCNR IRBIMDNA ambientaleeDNAgestione marinaintelligenza artificialeMediterraneomonitoraggio digitalepescapesca illegaleSEA4FUTURESeaWatchsostenibilitàTommaso RussoUniversità Tor Vergata
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Oceani, pesca e acquacoltura: a Bruxelles il confronto sul nuovo equilibrio europeo

Prossimo articolo

Calamari argentini, il controllo cinese scuote la filiera

Davide Ciravolo

Davide Ciravolo

Autore Pesceinrete, retail ittico e mercati seafood Davide Ciravolo è autore Pesceinrete. Si occupa di mercati, distribuzione e scenari commerciali della filiera ittica, con particolare attenzione al rapporto tra prodotto, retail e consumi. La sua esperienza come ex buyer di Esselunga gli permette di osservare il settore seafood anche dal punto di vista della GDO e delle dinamiche di assortimento.

Articoli Correlati

pianificazione dello spazio marittimo

Pianificazione dello spazio marittimo, l’UE prepara una gara da 3,6 milioni

by Candida Ciravolo
15 Settembre 2026

La Commissione europea prepara una gara da 3,6 milioni di euro per il nuovo ciclo del meccanismo di assistenza alla...

import italiano di pesci lavorati

Pesci lavorati, l’import italiano supera 3,2 miliardi nel 2025

by Luca Di Noto
15 Settembre 2026

Nel 2025 l’Italia ha importato pesci lavorati per 3,204 miliardi di euro, il 6% in più rispetto all’anno precedente. Le...

mitilicoltura italiana in crisi

Mitilicoltura 2026: A.M.A. conferma la crisi da caldo estivo e chiede dati certi per tutelare le imprese

by Redazione
15 Settembre 2026

La mitilicoltura italiana attraversa una grave crisi produttiva legata alle elevate temperature marine dell’estate 2026. A.M.A. segnala morie del prodotto...

Kadis e la pesca italiana

Kadis e la pesca italiana, il valore dell’ascolto si misura nelle decisioni

by Mariella Ballatore
14 Settembre 2026

La visita di Costas Kadis in Sicilia porta il Commissario europeo dentro alcuni dei nodi più complessi della pesca mediterranea....

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits