Tutelare il Mediterraneo per rigenerare nuove opportunità e prospettive sostenibile per la pesca. Gli stock ittici del Mediterraneo, inclusi quelli di grande valore commerciale di nasello e cernia, potrebbero rigenerarsi se il 30% del mare venisse protetto efficacemente. Tutelare il Mediterraneo diviene sempre più una necessità, una prerogativa per i paesi della sponda sud e Nord del mare comune. Per questo il Wwf e altre associazioni e istituzioni stanno chiedendo un network efficace di Aree marine protette (Amp) e di Other Effective area based Conservation Measures (OECMs) per salvaguardare il 30% del Mar Mediterraneo entro il 2030.
Il Wwf spiega ha recentemente descritto alcune azioni importanti per tutelare il mediterraneo, ribadendo che «la differenza tra aree protette e OECM è che se l’obiettivo primario delle aree protette è la conservazione, le OECM forniscono un’efficace conservazione della biodiversità in situ indipendentemente dai propri obiettivi (Iucn-Wcpa, 2019). Per esempio, la chiusura alla pesca commerciale in una determinata area, stabilita attraverso un piano di gestione a lungo termine, e l’ottenimento di risultati positivi per la biodiversità possono essere classificati come una OECM, contribuendo sia ai target della Convenzione della Diversità Biologica che ai Goal per lo Sviluppo Sostenibile». A fine 2021, i leader mondiali dovrebbero adottare alla COP16 CBD un nuovo post-2020 global biodiversity framework per fermare e invertire la perdita di natura. Più di 50 Paesi, tra i quali l’Italia, hanno già chiesto un impegno per proteggere il 30% del Pianeta entro il 2030. Un impegno che poi dovrebbe essere applicato dai Paesi Mediterranei nel Piano regionale per la biodiversità da adottare a dicembre alla 22esima Conferenza delle parti della Convenzione di Barcellona (i cui obiettivi in materia di Aree marine protette sono già stati abbondantemente non rispettati dall’Italia). Il Wwf chiede ai Paesi del Mediterraneo di «Espandere la copertura delle Amp e delle OECM fino al 30% del Mar Mediterraneo. Proteggere gli hotspot di biodiversità marina per aumentare le future catture della pesca nelle aree sovra sfruttate del Mar Mediterraneo e assicurare il pescato e la sussistenza delle generazioni future.











