Si è aperta ieri a Rho Fiera Milano l’edizione 2026 di TUTTOFOOD, la manifestazione internazionale dedicata al food & beverage che fino al 14 maggio riunisce istituzioni, imprese, distribuzione, ristorazione e buyer provenienti da diversi mercati.
L’inaugurazione ufficiale si è svolta nella Tuttofood Hall, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e con il saluto del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Un’apertura dal forte valore istituzionale, che conferma il ruolo strategico dell’agroalimentare italiano in una fase complessa per gli scambi internazionali, segnata da tensioni geopolitiche, nuovi equilibri commerciali e crescente attenzione alla sostenibilità.
Il messaggio emerso dalla giornata inaugurale è chiaro: le fiere non sono più soltanto spazi espositivi, ma piattaforme di relazione, internazionalizzazione e sviluppo industriale. Per le imprese, soprattutto quelle che puntano a crescere sui mercati esteri, occasioni come TUTTOFOOD rappresentano un passaggio sempre più importante per incontrare buyer qualificati, osservare le tendenze del consumo e rafforzare il proprio posizionamento.
Nel suo intervento, il ministro Urso ha richiamato il peso dell’agroalimentare tra le eccellenze del Made in Italy, ricordando il valore dell’export, la forza delle produzioni DOP e IGP e il ruolo del sistema fieristico come leva per accompagnare le imprese verso nuovi mercati. Lollobrigida ha invece sottolineato la capacità di TUTTOFOOD di valorizzare l’intera filiera agroalimentare italiana, creando connessioni tra produttori, trasformatori, distributori e operatori internazionali.
Un elemento centrale dell’edizione 2026 è il rafforzamento dell’asse tra Fiere di Parma e Fiera Milano. La collaborazione mette insieme l’esperienza di Parma con Cibus, salone di riferimento per l’agroalimentare Made in Italy, e la capacità internazionale di Milano, snodo strategico per business, innovazione e relazioni globali. A questo sistema si aggiunge la partnership con Koelnmesse, organizzatore di Anuga a Colonia, tra le principali manifestazioni mondiali del settore alimentare.
Rilevante anche il ruolo di ICE-Agenzia, presente con il Buyer’s Program, che porta a TUTTOFOOD operatori esteri selezionati attivi nel retail e nella ristorazione. Il presidente Matteo Zoppas ha ricordato che nel 2025 l’export agroalimentare italiano ha raggiunto il valore record di 72,5 miliardi di euro, pur in un contesto internazionale difficile. A Milano sono stati coinvolti oltre 200 operatori provenienti da 36 Paesi, tra cui Arabia Saudita, Canada, Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia, Singapore e mercati del Sud America.
La dimensione europea della manifestazione è confermata anche dalla presenza di organizzazioni rappresentative del food & beverage, tra cui FoodDrinkEurope, European Dairy Association, AREPO, AIM e COPA-COGECA. Una partecipazione che rafforza TUTTOFOOD come luogo di confronto tra industria, distribuzione, istituzioni e sistemi di rappresentanza.
Per la filiera ittica, la lettura è particolarmente interessante. Il futuro dell’agroalimentare passa sempre più dalla capacità di costruire valore intorno al prodotto, intercettare i canali giusti e dialogare con buyer, ristorazione e distribuzione internazionale. Non basta più essere presenti sul mercato: diventa decisivo raccontare qualità, origine, sostenibilità, servizio e capacità di innovazione.
TUTTOFOOD 2026 si conferma così un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del food. Un luogo dove le imprese misurano le proprie ambizioni, incontrano nuovi interlocutori e comprendono in quale direzione si stanno muovendo i mercati. Anche per il mondo ittico, sempre più inserito nelle dinamiche generali dell’agroalimentare, il messaggio è evidente: competitività e relazioni internazionali saranno sempre più determinanti per crescere.












