• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
giovedì 15 Ottobre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas
  • Guida BuyerNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas
  • Guida BuyerNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home In evidenza

Pesce fresco, quanto costa non venderlo?

Una partita acquistata a condizioni vantaggiose può perdere gran parte del margine tra invenduto, sconti e scarti. I numeri da controllare per migliorare acquisti e redditività nella filiera ittica.

Davide Ciravolo by Davide Ciravolo
15 Ottobre 2026
in In evidenza, Mercati
invenduto pesce fresco

Nel commercio del pesce fresco, il margine dipende dal ricavo effettivo dell’intera partita, non soltanto dalla differenza tra prezzo d’acquisto e prezzo di vendita previsto. Quantità vendute, svalutazioni, rese e scarti determinano il risultato economico finale.

Ittico Guida Buyer, guida professionale per gli operatori del mercato ittico

Il costo di una partita di pesce fresco si conosce al momento dell’ordine. Il suo risultato economico, invece, si definisce soltanto quando le vendite sono concluse.

È in questo intervallo che entrano in gioco rotazione, tempi di conservazione, lavorazioni e quantità che il mercato riesce effettivamente ad assorbire.

Secondo i dati ISMEA elaborati nel 2026, la spesa delle famiglie italiane per prodotti ittici è cresciuta del 4,1% nel 2025 rispetto all’anno precedente. Il dato riguarda l’intero comparto e misura l’andamento degli acquisti domestici in valore, senza fornire indicazioni dirette sulla redditività degli operatori.

L’aumento della spesa complessiva non garantisce, da solo, una maggiore redditività per gli operatori. Il risultato dipende dalle quantità effettivamente vendute e dai prezzi realizzati.

Il punto riguarda grossisti, pescherie, distribuzione organizzata e ristorazione: quanto del margine previsto rimane quando una parte del prodotto non viene venduta alle condizioni inizialmente programmate?

Venti chili di pesce, tre risultati economici

Consideriamo una simulazione commerciale con valori ipotetici al netto dell’IVA, escludendo inizialmente trasporto, personale, lavorazioni e altri costi operativi.

Un operatore acquista 20 chilogrammi di pesce fresco a 10 euro al chilogrammo, per una spesa complessiva di 200 euro. Il prezzo di vendita previsto è di 15 euro al chilogrammo.

Se vende l’intera quantità, incassa 300 euro. La differenza tra ricavo e costo della partita è di 100 euro, equivalenti a 5 euro per ogni chilogrammo acquistato.

Supponiamo invece che riesca a venderne soltanto 16 chilogrammi e che i restanti quattro debbano essere definitivamente scartati, senza recupero economico.

L’incasso scende a 240 euro, mentre il costo sostenuto rimane di 200 euro. Il margine commerciale lordo della partita si riduce a 40 euro, pari a 2 euro per chilogrammo acquistato.

Il 20% di prodotto scartato ha assorbito il 60% del margine inizialmente previsto.

Esiste anche un terzo scenario. Se i quattro chilogrammi residui sono ancora idonei alla vendita e vengono ceduti a un prezzo ridotto di 12 euro al chilogrammo, generano ulteriori 48 euro di ricavo.

L’incasso complessivo raggiunge così 288 euro e il margine lordo della partita sale a 88 euro.

Pur applicando uno sconto ai quattro chilogrammi, il risultato complessivo migliora rispetto allo scarto definitivo, in assenza di ulteriori costi che annullino il beneficio.

Sono tre situazioni ipotetiche, non una stima dell’invenduto medio del settore. Mostrano come la stessa fornitura possa produrre risultati molto diversi.

La soglia di pareggio cambia la valutazione dell’acquisto

Nella simulazione, per recuperare i 200 euro spesi acquistando la partita occorre vendere almeno 13,34 chilogrammi a 15 euro al chilogrammo, ipotizzando che il prodotto restante non generi alcun ricavo.

È la soglia teorica di pareggio riferita al solo costo della merce. Il pareggio economico dell’attività richiede di coprire anche trasporto, refrigerazione, personale, lavorazioni e altri costi.

Una distinzione rilevante, soprattutto quando si confrontano forniture con prezzi e condizioni differenti.

Il prodotto più economico all’acquisto non è necessariamente quello che assicura il risultato migliore. Una fornitura più costosa, ma caratterizzata da maggiore rotazione, rese migliori o minori svalutazioni, può lasciare un margine superiore.

Le lavorazioni introducono un’ulteriore variabile: quando il pesce viene trasformato in filetti o porzioni, il costo deve essere rapportato alla resa effettiva e al peso commercializzabile, non soltanto alla quantità inizialmente acquistata.

Occorre inoltre distinguere la merce ancora in giacenza da quella definitivamente scartata. Un prodotto tuttora idoneo alla commercializzazione conserva una possibilità di vendita; uno scarto definitivo rappresenta invece una perdita. Eventuali ribassi possono essere applicati soltanto a prodotti che mantengano tutti i requisiti di sicurezza e idoneità.

Le eccedenze si gestiscono prima che si formino

Il controllo delle quantità è un tema che riguarda l’intera distribuzione alimentare.

Secondo la ricerca 2026 dell’Osservatorio Food Sustainability del Politecnico di Milano, soltanto il 43% delle imprese della distribuzione monitora le proprie eccedenze alimentari. La percentuale raggiunge il 76% nelle grandi aziende e si ferma al 39% tra quelle piccole.

La rilevazione non riguarda specificamente il comparto ittico e non misura il suo tasso di invenduto. Evidenzia però quanto il monitoraggio delle eccedenze sia ancora disomogeneo nel sistema distributivo.

Per gli operatori del pesce fresco, registrare le perdite serve soprattutto a capire dove intervenire sugli approvvigionamenti.

Un grossista può confrontare gli arrivi con gli ordini effettivamente acquisiti, valutando consegne frazionate e disponibilità concordate con i fornitori.

Una pescheria può individuare le referenze che richiedono frequentemente ribassi, distinguendo i risultati dei diversi giorni della settimana.

Nella GDO, la costruzione dell’assortimento del reparto ittico deve confrontarsi anche con la rotazione del singolo punto vendita. Quantità adeguate in un negozio possono generare eccedenze in un altro, persino all’interno della stessa insegna.

Nella ristorazione, prenotazioni, numero di coperti, composizione del menu e rese delle preparazioni aiutano a definire il fabbisogno. La possibilità di adattare gli ordini alla domanda effettiva dipende anche dalla frequenza e dalla flessibilità delle forniture.

La variabilità degli sbarchi, le condizioni meteorologiche e la stagionalità rendono questo lavoro particolarmente complesso per alcune produzioni. La collaborazione tra fornitori e clienti assume quindi anche un valore gestionale, attraverso informazioni tempestive sulle disponibilità e sui tempi di consegna.

Tre indicatori per conoscere il margine effettivo

Il rendimento commerciale lordo per chilogrammo acquistato permette di confrontare il ricavo complessivo con il costo dell’intera quantità ricevuta, includendo il peso delle eventuali perdite. È un indicatore diverso dal margine calcolato soltanto sui chilogrammi venduti.

La quota venduta a prezzo pieno mostra quanto prodotto genera il ricavo programmato e quanto viene invece commercializzato attraverso ribassi. Due referenze con lo stesso volume di vendita possono avere redditività differenti.

L’incidenza degli scarti e dei cali di peso aiuta a distinguere le perdite dovute all’invenduto da quelle connesse alle lavorazioni o alla movimentazione. Registrarle separatamente evita di attribuire ogni differenza di peso a un problema commerciale.

Incrociando questi dati per referenza, fornitore e giornata di vendita è possibile individuare ricorrenze che il solo fatturato non mostra.

Il controllo deve comunque considerare il rischio opposto: ordini troppo contenuti possono provocare rotture di stock, assortimenti insufficienti e vendite mancate.

La redditività dipende quindi dall’equilibrio tra disponibilità di prodotto, frequenza degli approvvigionamenti e domanda effettiva.

Se una referenza trova regolarmente un acquirente soltanto dopo essere stata scontata, il problema potrebbe essere nelle quantità ordinate, nel formato proposto o nella frequenza delle consegne.

È una decisione da affrontare al momento dell’acquisto, prima che diventi un problema di invenduto al banco.

IN PRATICA

Un prodotto rimasto invenduto è già una perdita?

Non necessariamente. Se è ancora idoneo alla vendita, resta una giacenza commerciale. Può però richiedere una svalutazione contabile se il valore recuperabile scende sotto il costo di carico.

Se un prodotto non si vende, conviene scontarlo?

Uno sconto può limitare l’invenduto se il prodotto è ancora idoneo alla vendita. Per valutarne la convenienza, considera il ricavo aggiuntivo, i costi e il margine complessivo della partita.

Quali dati controllare prima del prossimo ordine?

Per ogni prodotto, confronta le quantità acquistate con quelle vendute a prezzo pieno, scontate e scartate. Considera giornate e periodi comparabili per programmare meglio gli acquisti.

I Venerdì di Pesceinrete - newsletter

Tags: filiera itticaGDOGestione scorteInvendutoMargini commercialipesce fresco
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Claim ambientali, le promesse green alla prova delle vendite

Prossimo articolo

How tuna cuts differ in flavour and market value

Davide Ciravolo

Davide Ciravolo

Autore Pesceinrete, retail ittico e mercati seafood Davide Ciravolo è autore Pesceinrete. Si occupa di mercati, distribuzione e scenari commerciali della filiera ittica, con particolare attenzione al rapporto tra prodotto, retail e consumi. La sua esperienza come ex buyer di Esselunga gli permette di osservare il settore seafood anche dal punto di vista della GDO e delle dinamiche di assortimento.

Articoli Correlati

claim ambientali

Claim ambientali, le promesse green alla prova delle vendite

by Mariella Ballatore
15 Ottobre 2026

L'Osservatorio Immagino di GS1 Italy registra andamenti differenti tra dichiarazioni ambientali generiche e caratteristiche specifiche. Per il seafood, i dati...

Confcooperative Agroalimentare e Pesca

Tiozzo: “Per pesca e acquacoltura servono pragmatismo e misure concrete”

by Redazione
15 Ottobre 2026

Audizione della filiera alla Camera. Il richiamo alla centralità del settore nelle comunicazioni della premier Meloni in vista del Consiglio...

Blue News Italia 14 ottobre 2026

Blue News Italia, WestMed e mercati nella nuova edizione

by Redazione
14 Ottobre 2026

Politiche europee, risorse per la pesca, mercati internazionali e ricerca sui gamberi nell’edizione del 14 ottobre.

Assortimento di sushi con differenti varietà di pesce

Sushi, quale pesce mangiamo davvero?

by Tiziana Indorato
14 Ottobre 2026

Dal maguro all’hamachi, dal tonno al salmone: i nomi giapponesi possono indicare specie differenti, tagli particolari o preparazioni. Una guida...

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.










Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Guida Buyer NEW
  • Overseas English
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits