Stefano Pennisi è il nuovo direttore tecnico di ANAPI Pesca. Professionista attivo nel settore dal 1993, porterà nell’associazione un’esperienza costruita a diretto contatto con le imprese, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza tecnica, amministrativa e burocratica e accompagnare gli operatori nell’applicazione delle norme e nell’accesso agli strumenti di sviluppo.
Per un’impresa di pesca, oggi, la rappresentanza istituzionale è soltanto una parte del problema. Le regole devono essere interpretate, applicate e gestite mentre l’attività continua, spesso con conseguenze immediate sull’operatività delle imbarcazioni e sulla vita aziendale.
È su questo terreno che si inserisce il nuovo incarico affidato da ANAPI Pesca a Stefano Pennisi, siciliano della provincia di Catania, impegnato nel comparto dal 1993 e con una lunga esperienza nell’assistenza alle aziende della pesca.
Un supporto che parte dai problemi quotidiani
“Il nostro lavoro è creare opportunità”, spiega Pennisi.
La sua impostazione parte da un principio preciso: un’impresa di pesca non può essere assistita come una qualsiasi impresa tradizionale, perché opera all’interno di un sistema normativo e amministrativo strettamente legato all’attività svolta in mare.
Il lavoro comprende quindi gli adempimenti, i rapporti con le Capitanerie, le procedure amministrative, ma anche l’accesso al credito, ai contributi e ai crediti d’imposta.
Un’assistenza che, nella visione di Pennisi, deve seguire l’impresa anche quando la norma incontra la realtà operativa.
Dalla regola alla sua applicazione
È proprio questo il passaggio sul quale il nuovo direttore tecnico insiste maggiormente.
“C’è bisogno di accompagnare le imprese di pesca nell’applicazione delle normative”.
Una procedura formalmente corretta non sempre riesce a intercettare tutte le situazioni che si presentano concretamente a bordo o nella gestione aziendale. Errori, omissioni o interpretazioni non corrette possono trasformarsi in sanzioni, punti sulla licenza o conseguenze sull’accesso alle misure di sostegno.
Per Pennisi, quindi, il ruolo associativo deve proseguire anche dopo il confronto con le istituzioni: quando una regola entra in vigore, occorre aiutare l’impresa ad applicarla correttamente.
È un tema che si inserisce nel più ampio confronto sulle criticità strutturali della pesca italiana, sempre più legate anche alla capacità delle aziende di affrontare adempimenti, costi e trasformazioni normative.
Il nuovo incarico in ANAPI Pesca
L’ingresso in ANAPI Pesca arriva dopo la conclusione, nel dicembre 2025, dell’esperienza di Pennisi in Federpesca.
Nel nuovo ruolo di direttore tecnico, Pennisi seguirà gli aspetti tecnici, amministrativi e burocratici e contribuirà al coordinamento delle attività rivolte alle imprese associate.
ANAPI Pesca rappresenta pescatori autonomi e piccole e medie imprese della filiera e opera nei comparti della pesca, dell’acquacoltura e delle attività collegate.
Più vicini alle imprese quando serve davvero
Pennisi sintetizza così la funzione che intende portare nel nuovo ruolo: “Il nostro compito è supportare l’impresa di pesca in tutta la sua attività”.
La prospettiva è quindi quella di affiancare alla rappresentanza una presenza tecnica più vicina alla quotidianità degli operatori.
Norme, controlli, procedure e opportunità diventano così parti dello stesso lavoro: non soltanto rappresentare le esigenze della categoria, ma aiutare le imprese a tradurre regole e strumenti in decisioni concretamente applicabili.
È su questa impostazione che ANAPI Pesca punta con il nuovo ingresso: ridurre la distanza tra ciò che viene deciso e ciò che le imprese devono affrontare ogni giorno.













