La commissione Pesca del Parlamento europeo (PECH) ha adottato il 1° settembre il proprio parere sul bilancio UE 2027, chiedendo di salvaguardare le principali risorse proposte dalla Commissione europea per pesca e acquacoltura: circa 1,016 miliardi di euro in impegni e 1,222 miliardi in pagamenti. Rispetto a questa base, la posizione concordata dal Consiglio introduce una riduzione complessiva di 920.000 euro sia negli impegni sia nei pagamenti: 600.000 euro sulla voce di supporto del FEAMPA e 320.000 euro sull’Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA). Le linee operative del FEAMPA restano invece invariate.
Con il parere sul bilancio UE 2027, PECH porta quindi nel passaggio parlamentare una richiesta precisa: ripristinare integralmente gli stanziamenti delle principali voci relative alla pesca ai livelli indicati dalla Commissione europea. Giuseppe Lupo (S&D, Italia), relatore del parere per la commissione Pesca, ha legato questa posizione anche alle difficoltà economiche che gravano sulle imprese, a partire dal costo del carburante.
Per la filiera, il punto va però letto con precisione. I 920.000 euro contestati non equivalgono a 920.000 euro sottratti direttamente a pescatori o imprese dell’acquacoltura. La documentazione di bilancio mostra dove interviene realmente la riduzione e quali risorse, invece, rimangono intatte.
Il voto completa inoltre uno dei passaggi anticipati da Pesceinrete nell’analisi sui tre dossier affrontati dalla commissione PECH il 1° settembre: la questione non è più quale posizione avrebbe assunto la commissione Pesca, ma quale richiesta porterà ora nel percorso parlamentare sul bilancio 2027.
Dove intervengono davvero i 920.000 euro
I dati tecnici della posizione del Consiglio sul bilancio 2027 consentono di separare nettamente le diverse componenti.
Per il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA), la proposta della Commissione ammonta complessivamente a 812,29 milioni di euro in impegni e 1,014 miliardi in pagamenti. La posizione del Consiglio riduce questi importi di 600.000 euro.
Ma quei 600.000 euro non vengono sottratti alle attività operative del Fondo. La riduzione interessa esclusivamente la voce 08 01 03 01 – Support expenditure for the European Maritime, Fisheries and Aquaculture Fund, che passa da circa 4,34 milioni a 3,74 milioni di euro.
La seconda variazione riguarda l’Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA). La Commissione aveva previsto 32,283 milioni di euro; il Consiglio propone 31,963 milioni, con una riduzione di 320.000 euro sia negli impegni sia nei pagamenti.
Nessuna riduzione compare invece per gli accordi di partenariato per una pesca sostenibile e per le organizzazioni regionali di gestione della pesca, che restano a 170,977 milioni di euro in impegni e 175,552 milioni in pagamenti.
Le linee operative del FEAMPA restano intatte
È la distinzione decisiva. Le risorse operative del FEAMPA rimangono, nella posizione del Consiglio, agli stessi livelli della proposta della Commissione: complessivamente 804,028 milioni di euro in impegni e 1,006 miliardi in pagamenti.
La componente principale, quella in gestione concorrente con gli Stati membri, resta a 731,324 milioni di euro in impegni e 930 milioni in pagamenti. Restano invariati anche 65,28 milioni di impegni per la gestione diretta e indiretta e 5,87 milioni per l’assistenza tecnica operativa.
Questo significa che il confronto non riguarda una riduzione di 920.000 euro degli aiuti destinati direttamente alle imprese. PECH chiede di cancellare due riduzioni puntuali – una sulla spesa di supporto del FEAMPA e una sull’EFCA – e di riportare così il complesso delle principali voci della pesca ai livelli della proposta originaria della Commissione.
Le cifre complessive richiamate da Lupo, circa 1,016 miliardi di euro in impegni e 1,222 miliardi in pagamenti, aggregano infatti strumenti differenti: FEAMPA, accordi di pesca con Paesi terzi, organizzazioni regionali di gestione e Agenzia europea di controllo della pesca. Non rappresentano un unico fondo da distribuire a pescatori e aziende.
Il parere PECH entra nel negoziato sul bilancio 2027
Il parere approvato dalla commissione Pesca non determina ancora il bilancio definitivo. PECH interviene sulle materie di propria competenza, mentre la commissione Bilanci (BUDG) è responsabile della procedura parlamentare generale. L’Osservatorio legislativo del Parlamento registra il parere PECH con il riferimento PE789.971, datato 2 settembre, e indica ancora il dossier 2026/0196(BUD) nella fase preparatoria.
La Commissione europea aveva pubblicato le proprie stime per il 2027 il 10 giugno. Il 15 luglio gli ambasciatori degli Stati membri riuniti nel Coreper hanno poi concordato una posizione del Consiglio pari complessivamente a 191,88 miliardi di euro in impegni e 202,07 miliardi in pagamenti, esclusi gli strumenti speciali esterni al quadro finanziario pluriennale.
Al 4 settembre, il passaggio formale del Consiglio resta ancora quello annunciato per settembre. La posizione concordata a luglio costituirà il mandato della presidenza irlandese nel successivo negoziato con il Parlamento europeo. Il termine legale per raggiungere un accordo sul bilancio annuale è fissato alla mezzanotte del 16 novembre 2026.
Gli stanziamenti di impegno e quelli di pagamento descrivono inoltre due momenti diversi del bilancio: i primi autorizzano obblighi giuridici di spesa, mentre i secondi coprono concretamente le spese derivanti dagli impegni assunti nell’esercizio in corso o negli anni precedenti.
L’ultimo bilancio dell’attuale ciclo finanziario
Il 2027 è il settimo e ultimo bilancio annuale del quadro finanziario pluriennale 2021-2027. È questo che conferisce al confronto un peso politico superiore all’entità, relativamente contenuta, dei 920.000 euro oggetto della riduzione: PECH chiede che l’attuale ciclo finanziario si chiuda mantenendo sulle principali voci della pesca gli stanziamenti indicati dalla Commissione.
La partita è distinta dal negoziato sul quadro finanziario che entrerà in vigore dal 2028. Qui si decide l’ultima annualità dell’attuale programmazione; il dossier successivo riguarda invece struttura, strumenti e disponibilità finanziarie della politica europea per pesca e acquacoltura nel nuovo ciclo.
Per il settore, il prossimo punto da verificare è quindi molto concreto: se la richiesta di PECH sarà mantenuta nella posizione del Parlamento e se, nel bilancio definitivo, verranno ripristinati i 600.000 euro sulla voce di supporto del FEAMPA e i 320.000 euro sull’EFCA. È su questi due interventi, e non su un presunto taglio diretto agli aiuti per pescatori e imprese, che si gioca il confronto aperto sul bilancio UE 2027.













