Il GAL Pesca Abruzzo ha presentato a Pescara “Blu come l’Abruzzo”, progetto finanziato dal FEAMPA 2021-2027 per valorizzare la filiera ittica regionale. La prima azione è il Festival del Pescato Locale, in programma nei primi tre fine settimana di luglio nei ristoranti della costa abruzzese. Il progetto prevede anche percorsi educativi, iniziative di promozione e il lavoro verso un marchio regionale del pescato abruzzese.
Il pescato abruzzese entra in una strategia di territorio
Non solo menù dedicati e appuntamenti gastronomici. Con Blu come l’Abruzzo, il GAL Pesca Abruzzo prova a costruire una strategia più ampia attorno al pescato locale, mettendo insieme pesca, ristorazione, turismo costiero, educazione alimentare e identità marinara.
Il progetto è stato presentato a Pescara ed è finanziato nell’ambito del Programma Nazionale FEAMPA 2021-2027, Azione 3.A della Strategia di Sviluppo Locale. L’obiettivo è rafforzare il valore economico e culturale della filiera ittica regionale, partendo dalle specie dell’Adriatico e dal ruolo delle comunità costiere.
La prima azione concreta è il Festival del Pescato Locale, una rassegna diffusa che animerà i primi tre weekend di luglio lungo il litorale abruzzese. Saranno coinvolti ristoratori della Costa dei Trabocchi, del Pescarese e del Teramano, con menù e percorsi gastronomici dedicati al pescato dell’Adriatico e un’attenzione particolare al pesce azzurro.
La ristorazione come luogo di racconto della filiera
Il coinvolgimento dei ristoratori è uno dei passaggi più rilevanti del progetto. La ristorazione può diventare il punto di incontro tra pesca professionale e consumatore, aiutando a far conoscere specie, stagionalità, ricette e valore del prodotto locale.
Nel programma sono previsti anche appuntamenti con chef e operatori del settore. Il 12 luglio, al porto turistico di Pescara, nell’ambito della Mostra Mediterranea, è in programma lo show cooking dello chef stellato Nicola Fossaceca. A Giulianova, con l’evento Caliscendi, saranno protagonisti gli chef Davide Pezzuto, Antonio Lerro, Gianluca Durillo e l’operatore ittico Silvestro Gervasini.
Il punto non è soltanto promuovere il consumo di pesce locale. È costruire una narrazione più chiara e più riconoscibile del pescato abruzzese, rendendolo parte integrante dell’offerta turistica, gastronomica e culturale della regione.
Marchio regionale, scuole e consumo consapevole
Blu come l’Abruzzo guarda oltre il calendario estivo. Nei prossimi mesi il progetto svilupperà attività rivolte alla filiera e alla comunità: campagne di sensibilizzazione, percorsi nelle scuole, recupero delle ricette storiche, valorizzazione della stagionalità e iniziative per rafforzare il rapporto tra produttori e consumatori.
Uno dei temi centrali è il percorso verso un marchio regionale del pescato abruzzese, pensato per dare maggiore riconoscibilità ai prodotti della pesca costiera e dell’acquacoltura. L’idea è raccogliere e rafforzare esperienze già avviate, come la cozza dei Trabocchi e il Principe Azzurro dell’Adriatico, dentro una cornice regionale più incisiva.
Il marchio, se costruito con criteri chiari, può diventare uno strumento utile non solo per la comunicazione, ma anche per la fiducia del consumatore. Origine, qualità, sostenibilità e legame con il territorio sono oggi elementi decisivi per dare valore al prodotto ittico, soprattutto in mercati sempre più competitivi.
Una filiera che passa anche dall’educazione alimentare
Il progetto dedica spazio anche alle nuove generazioni. Le attività nelle scuole serviranno a promuovere il consumo ittico consapevole, spiegando il valore nutrizionale del pesce, la stagionalità delle specie, il ruolo della pesca professionale e l’importanza delle tradizioni marinare.
Alla presentazione è intervenuto il vicepresidente e assessore regionale alla Pesca Emanuele Imprudente, che ha indicato la valorizzazione del pescato locale come una delle direttrici delle politiche regionali per l’economia del mare. Per la Regione, il progetto unisce sostenibilità, promozione delle produzioni ittiche, educazione alimentare e valorizzazione delle tradizioni costiere.
Il presidente del GAL Pesca Abruzzo, Riccardo Padovano, ha sottolineato il valore identitario dell’iniziativa, evidenziando la volontà di rafforzare il legame tra mare e comunità e di sostenere le imprese della filiera attraverso strumenti di promozione, conoscenza e riconoscibilità.
Il dirigente del Servizio Sviluppo locale ed economia ittica della Regione Abruzzo, Francesco Di Filippo, ha richiamato il ruolo del FEAMPA e della Strategia di Sviluppo Locale affidata al GAL Pesca Abruzzo, ricordando due missioni centrali: il sostegno alla piccola pesca e la valorizzazione delle tradizioni marinare.
Blu come l’Abruzzo si colloca quindi in un passaggio preciso: trasformare il pescato locale da prodotto spesso poco raccontato a elemento riconoscibile dell’economia costiera regionale. Una leva per la ristorazione, per il turismo, per le imprese della pesca e per una cultura del consumo più consapevole.













