Certificazioni pesca e acquacoltura. Perché certificarsi?
“Tu ce l’hai la certificazione?”. “Come hai fatto a prendere la certificazione?”. “Conviene fare la certificazione?”. Tutte domande che, dagli anni ’90, si ripetono nei più diversi settori industriali, del commercio e dei servizi e che ancora oggi ricorrono con estrema attualità.
E dire che questo processo tanto longevo e di così ampia applicazione è da sempre al centro di apprezzamenti e critiche, interrogativi e dubbi, convinzioni e perplessità.
Coloro che, su spinte diverse, si avvicinano alla certificazione lo fanno per lo più con esitazione ed un senso di incertezza, talvolta rischiando addirittura di “subire” tale processo, mentre, con un approccio consapevole e ben indirizzato potrebbero gestirlo traendone tutti i vantaggi ed i benefici che esso può riservare.
Capire di più sulla “certificazione” e sulle innumerevoli opportunità ad essa connesse è la chiave di volta per poter realizzare, mediante tale strumento, importanti obiettivi di sviluppo e di mercato, strategie organizzative, processi innovativi.
Infatti, se dal ’90 al 2000, il termine “certificazione” sottintendeva quasi esclusivamente l’attestato di conformità a fronte della norma ISO 9001, negli anni successivi è andato sviluppandosi un fenomeno di diversificazione e specializzazione ed oggi questo termine assume ben diverse connotazioni e significato in relazione ai numerosissimi standard di riferimento che sono stati sviluppati, alle loro specifiche finalità ed obiettivi e all’estensione della loro applicazione.
Progetto certificativo
Da questo contesto, nasce, dunque, il concetto di “progetto certificativo”, mediante il quale un’azienda, può soddisfare le più diverse esigenze quali assicurare i livelli predefiniti di qualità del prodotto, dimostrare il proprio impegno in politiche etiche e sostenibili, rendere evidente l’efficienza della propria organizzazione, garantire la sicurezza di prodotti e servizi, fornire traccia evidente dell’origine di materie prime, ingredienti, componenti.
Il “progetto certificativo”, quindi, inteso come scelta dei più appropriati standard di riferimento, adozione di sistemi essenziali e pratici per soddisfarne i requisiti, ben definita partnership con organismi di certificazione competenti ed accreditati, assume valenza chiave quale strumento per individuare e realizzare gli obiettivi strategici aziendali.
L’industria alimentare, in tutti i suoi più diversi settori, dall’agricoltura, all’allevamento, alla pesca, ed alle relative filiere di produzione, è particolarmente interessata ad un “progetto certificativo” razionalmente strutturato, a seguito delle esigenze sempre più attente dei mercati verso cui si affaccia.
Infatti, l’attenzione del consumatore e, conseguentemente, delle catene di distribuzione e di ristorazione e catering, è sempre maggiormente rivolta verso alimenti per i quali sia assicurata sicurezza, genuinità, origine, ottenute nel rispetto dell’ambiente, dei fondamentali principi etici, secondo criteri di equilibrato sfruttamento delle risorse.
Sostenibilità a tutto tondo, quindi, che mediante un ben studiato “progetto certificativo” può essere perseguita con scelte razionali e pratiche, al fine di proporsi quali competitor adeguati ai mercati di oggi e di domani.
Webinar “Bilancio di sostenibilità e certificazioni. Come creare valore in tempo di crisi”
Per approfondire il tema è possibile partecipare gratuitamente al webinar gratuito “Bilancio di sostenibilità e certificazioni. Come creare valore in tempo di crisi”, in programma il 22 luglio alle ore 15:00.
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