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Home Acquacoltura

Di Crescenzo. L’Acquaponica in Europa: una fotografia in divenire

Redazione by Redazione
4 Giugno 2018
in Acquacoltura, Acquaponica
europa acquaponica Di Crescenzo

L’Acquaponica rappresenta da più di un decennio uno dei settori innovativi in crescita a livello mondiale. Tuttavia in Europa esso è ancora poco conosciuto relativamente alle attività di ricerca portate avanti e agli impianti produttivi attivi.

Un sondaggio condotto online a cura di un consorzio di ricercatori appartenenti ad alcune università europee (come Francia, Germania e Ungheria), ha provato a scattare una istantanea della situazione nel 2016.

Il sondaggio ha ricevuto i contributi informativi di 68 acquaponisti distribuiti in 21 Paesi europei.

La maggior parte degli impianti acquaponici erano ospitati presso enti universitari, mentre una quota pari al 19% di unità veniva gestita direttamente da produttori commerciali privati.

Più del 70% degli impianti sono stati realizzati dopo il 2010, principalmente in autocostruzione, avvalendosi in parte anche del supporto di un consulente esperto.

Il volume idrico totale degli impianti variava da 10 a 250.000 litri, con una superficie totale occupata da 1 fino a 1.600 metri quadrati. La superficie coltivata era in media pari a tre volte e mezzo quella utilizzata per l’allevamento animale.

Una decina di installazioni acquaponiche commerciali ha dichiarato di poter produrre più di 1.000 kg di pesce o di vegetali all’anno. Le specie più allevate sono risultate la Tilapia ed il Pescegatto mentre lattughe, pomodori ed erbe aromatiche commestibili rappresentavano i vegetali maggiormente coltivati. L’allevamento del pesce ornamentale costituiva comunque una quota minoritaria rispetto a quella prodotta per scopo alimentare.

Gli impianti sono stati installati principalmente dentro serre e in altri tipi di edifici. Anche installazioni del genere rooftop ovvero sul tetto sono state registrate.

Solo il 35% circa degli impianti costruiti è stato finanziato con fondi pubblici erogati dal governo.

L’Acquaponica è risultata utilizzata principalmente per scopi educativi e produttivi, mentre soltanto un 25% dei gestori di impianti ha dichiarato di sfruttarla per ottenere cibo per la propria famiglia e per migliorare la propria salute, evitando di dover consumare alimenti contaminati da pesticidi ed antibiotici.

Stranamente l’applicazione degli impianti acquaponici nel settore dell’urban farming non ha riscosso l’interesse primario degli intervistati, contrariamente a quello per la ricerca (75%), la formazione professionale lavorativa ed educativa (41,1%) e la produzione commerciale (30,8%).

L’aspetto etico e sostenibile dell’Acquaponica è stato ufficialmente riconosciuto da tutti gli intervistati che l’hanno scelta come metodo di produzione alimentare ecosostenibile, in grado di promuovere anche uno sviluppo economico ed aiutare a contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico.

In base ai dati raccolti nel sondaggio, i ricercatori hanno potuto confermare una vivacità europea per l’adozione dell’Acquaponica nei nuovi cicli alimentari produttivi, pur riscontrando la necessità di farne conoscere le potenzialità; per questo sarebbe necessario utilizzare canali di comunicazione più ampi, in differenti lingue oltre all’inglese; andrebbero inoltre invitate le amministrazioni pubbliche, gli scienziati e i produttori commerciali a lavorare insieme, per individuare delle procedure condivise per il miglioramento delle produzioni ai fini dello sviluppo dell’Acquaponica sul territorio europeo.

In Europa l’Acquaponica ha dimostrato di stare muovendo i suoi primi passi puntando soprattutto sulla ricerca, per verificare ed adattare al contesto geografico ciò che è stato messo a punto originariamente negli Stati Uniti e nei Caraibi prima del 2010. Per questo motivo, i modelli impiantistici attualmente esistenti per la produzione commerciale sono indirizzati principalmente alla coltivazione dei vegetali, che rappresentano anche la maggiore fonte di entrate come beni prodotti. Negli Stati Uniti, dove l’Acquaponica è nata e si è sviluppata creando anche un suo mercato che sta diventando sempre più maturo, sono molti gli impianti commerciali che sono diventati la principale sorgente di reddito per i loro proprietari, grazie alla fornitura di vegetali dal produttore al consumatore saltando gli intermediari..

In base al sondaggio europeo posso constatare, in qualità di esperto progettista di impianti acquaponici, che la situazione fotografata riassume bene le condizioni ancora in essere, che richiedono pertanto un grande lavoro informativo da parte di chi lavora e si occupa di acquacoltura e di agricoltura; questo, per conoscere e far conoscere al grande pubblico le opportunità offerte dall’Acquaponica in termini di reddito, occupazione, buona alimentazione e salute.

La domanda da parte degli acquaponisti europei di poter ricevere ulteriore assistenza sui temi importanti della salute animale e vegetale in impianto e su nuovi sistemi energetici meno costosi e a minimo impatto ambientale per il condizionamento termico delle aree di produzione, richiede l’attenzione delle istituzioni di ricerca. Nel 2016 almeno 20 impianti commerciali acquaponici sono stati individuati fra quelli già attivi e quelli in construzione. Finanziati soprattutto privatamente, stanno dimostrando che l’Europa ha iniziato a seguire la strada tracciata dagli Stati Uniti sul piano acquaponico; la ricerca sviluppata e l’attenzione rivolta alla salute e sicurezza del cibo nel nostro continente multiculturale possono essere il fattore determinante per far sì che i prodotti europei alimentari si distinguano come un nuovo fiore all’occhiello, per qualità e tipicità.

Possiamo e dobbiamo sostenere e sviluppare questo settore innovativo che coniuga acquacoltura e agricoltura, in modo da poter far crescere l’Acquaponica europea; ricerca ed introduzione negli impianti acquaponici di specie ittiche come lo Storione, l’Astice e la Mazzancolla sono in grado di poter assicurare anche all’Italia un ruolo di protagonista nell’universo internazionale dell’Acquaponica.

Dobbiamo solo crederci ed unire le forze insieme a tutti coloro che stanno già operando per la promozione, l’insegnamento e la diffusione delle tecniche di allevamento integrato, perchè l’Acquaponica europea possa ritagliarsi un posto importante nel grande libro dell’Acquacoltura mondiale. Il traguardo è proprio davanti a noi e grazie alla nostra creatività ed imprenditorialità italiane possiamo raggiungerlo velocemente soltanto se abbiamo fiducia nelle nostre capacità, già peraltro ampiamente dimostrate ad esempio nel campo della moda, della meccanica, della biologia e della cultura.
L’Acquaponica assicura, analogamente a quanto sta accadendo oltreoceano, la creazione di nuovi mercati, nuovi indotti apportando al contempo nuovo benessere ed una promessa garantita: un futuro più attraente, soddisfacente e sostenibile per l’ambiente.

Auguro ai miei lettori Buone Feste ed un nuovo anno ricco di pesce, accompagnato magari anche da basilico, zenzero e zafferano, vegetali che crescono molto bene nei letti acquaponici.

Dr. Davide Di Crescenzo

Tags: acquaponicaDavide Di Crescenzo
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