A maggio 2026 l’Ecuador ha esportato 165.538 tonnellate di gambero, il volume mensile più alto della sua storia. Il dato, diffuso dalla Cámara Nacional de Acuacultura dell’Ecuador e analizzato da Shrimp Insights, supera del 9% quello di maggio 2025. Anche il valore cresce: 847 milioni di dollari, in aumento dell’8% su base annua. Nei primi cinque mesi del 2026 il Paese ha esportato 668.763 tonnellate di gambero per 3,52 miliardi di dollari. Il record conferma il ruolo dell’Ecuador come principale riferimento mondiale nell’offerta di gambero allevato.
L’Ecuador sposta ancora più in alto l’asticella del mercato mondiale del gambero. A maggio 2026 il Paese ha esportato 165.538 tonnellate, il volume mensile più alto mai registrato dalla sua industria acquicola. Non è solo un primato statistico. È il segnale di una capacità produttiva e commerciale che continua a crescere, mentre il resto del mercato globale deve misurarsi con volumi sempre più consistenti e con una concorrenza sempre più aggressiva.
Il dato arriva dalla Cámara Nacional de Acuacultura dell’Ecuador ed è stato analizzato da Shrimp Insights. Rispetto a maggio 2025, quando le esportazioni si erano fermate a 151.521 tonnellate, l’aumento è del 9%. Il valore dell’export ha raggiunto 847 milioni di dollari, con una crescita dell’8%.
Nei primi cinque mesi dell’anno l’Ecuador ha già esportato 668.763 tonnellate di gambero, il 13% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il valore cumulato ha toccato 3,52 miliardi di dollari, in aumento del 12%. Numeri che raccontano una filiera capace non solo di produrre di più, ma anche di restare centrale nei grandi flussi commerciali internazionali.
Il record dell’Ecuador non è un episodio isolato
Il mese di maggio è da tempo uno dei più forti per l’export ecuadoregno di gambero. La differenza, nel 2026, è la dimensione del risultato. L’Ecuador non ha semplicemente migliorato un dato stagionale: ha fissato un nuovo tetto per l’intero settore.
Questa crescita conferma la solidità di un modello costruito su scala produttiva, organizzazione della filiera, continuità di fornitura e capacità di presidiare mercati diversi. Il gambero ecuadoregno continua a trovare spazio in Asia, Nord America ed Europa, adattandosi a canali e richieste differenti.
Per gli operatori internazionali il messaggio è chiaro: l’Ecuador resta il Paese da osservare per capire dove si muove il mercato del gambero. Ogni aumento dei suoi volumi incide sui prezzi, sulle strategie di acquisto, sui margini degli importatori e sulla competitività delle altre origini.
Cina e Stati Uniti guidano la domanda
La Cina resta il primo mercato per il gambero ecuadoregno. A maggio ha importato 83.466 tonnellate, circa metà del totale esportato dall’Ecuador nel mese. La crescita rispetto a maggio 2025 è limitata, pari all’1%, ma il dato cumulato è più robusto: nei primi cinque mesi del 2026 le spedizioni verso la Cina hanno raggiunto 342.669 tonnellate, con un aumento del 17%.
Più marcata la crescita degli Stati Uniti. A maggio l’Ecuador ha esportato verso il mercato statunitense 32.715 tonnellate, il 23% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Da gennaio a maggio il totale verso gli Usa è arrivato a 145.696 tonnellate, con un incremento del 29%.
Il dato americano pesa perché indica una domanda ancora vivace su un mercato ad alto valore e molto sensibile al prezzo. Per l’Ecuador significa rafforzare la propria posizione non solo come grande fornitore di volumi, ma come origine capace di servire stabilmente anche i mercati più competitivi.
Per l’Europa il segnale è più complesso
L’Europa mostra una lettura meno lineare. A maggio le esportazioni ecuadoregne verso l’Unione europea sono risalite a 28.512 tonnellate, il 9% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Ma il dato cumulato resta negativo: nei primi cinque mesi dell’anno le spedizioni verso l’Ue si sono fermate a 98.586 tonnellate, in calo del 12%.
È qui che il record ecuadoregno diventa interessante anche per gli operatori europei. Il problema non è la disponibilità di prodotto. Il prodotto c’è, e in quantità crescente. Il punto è capire a quali condizioni entra nel mercato, con quali prezzi, quali formati, quali destinazioni e quale impatto sulla marginalità di importatori, distributori, trasformatori e canale horeca.
In Europa il gambero ecuadoregno resta una presenza strutturale, ma si muove dentro un contesto più cauto. La domanda non cresce ovunque allo stesso ritmo, la pressione promozionale resta forte e il consumatore finale continua a essere sensibile al prezzo. Per questo il recupero di maggio non basta ancora a cambiare il segno dei primi cinque mesi.
Più volumi, più concorrenza, margini più delicati
Il record dell’Ecuador va letto dentro una dinamica più ampia. L’offerta globale di gambero allevato continua ad aumentare e il mercato assorbe volumi enormi, ma non sempre riesce a trasformarli in valore lungo tutta la filiera.
Per gli importatori, maggiori volumi possono significare continuità di approvvigionamento e maggiore capacità negoziale. Per i produttori concorrenti, soprattutto in Asia e in America Latina, significano invece pressione sui prezzi e necessità di differenziarsi. Per la distribuzione europea, il tema diventa il posizionamento: vendere gambero come prodotto commodity o costruire valore su qualità, origine, servizio, certificazioni e formati.
Il nuovo record di maggio dice quindi qualcosa di molto concreto. L’Ecuador non sta solo esportando più gambero. Sta ridefinendo la soglia produttiva e commerciale del settore. E quando un’origine muove questi volumi, l’effetto non resta confinato ai suoi porti: arriva nei listini, nei contratti, nei banchi vendita e nelle scelte quotidiane degli operatori ittici.













