Il 27 agosto 2026, al CNR di Mazara del Vallo, Federpesca porterà davanti a MASAF e Regione Siciliana le richieste della marineria sul futuro del gambero rosso nel Canale di Sicilia. Il confronto arriva durante il fermo obbligatorio dei gamberi di profondità e in un sistema nel quale, per il 2026, all’Italia sono attribuite 794,4 tonnellate di catture massime di Aristaeomorpha foliacea nelle GSA 12-16. Il nodo posto dagli armatori è duplice: tutelare lo stock e verificare che i sacrifici imposti alla flotta italiana producano effetti concreti in un’area condivisa con altre marinerie.
La gestione del gambero rosso torna al centro del confronto tra la marineria mazarese e le istituzioni. Giovedì 27 agosto alle 17.30, nella sede del CNR di Mazara del Vallo, Federpesca incontrerà Graziella Romito, Direttrice generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del MASAF, e un rappresentante dell’Assessorato regionale alla Pesca della Regione Siciliana.
L’appuntamento cade in una fase particolarmente delicata. Dal 7 agosto le unità siciliane autorizzate alla pesca bersaglio dei gamberi di profondità nelle GSA 12, 13, 14, 15 e 16 sono interessate dall’interruzione temporanea dell’attività, che terminerà il 5 settembre. La coincidenza rende il confronto molto concreto: come proteggere la risorsa senza compromettere la capacità economica della flotta che da quella risorsa dipende?
Il gambero rosso è già dentro un sistema di limiti stringenti
Il gambero rosso mediterraneo, Aristaeomorpha foliacea, è una delle specie di maggiore valore per la pesca d’altura mazarese, ma la sua cattura non è affidata alla sola disponibilità naturale della risorsa.
Per il 2026, il Regolamento UE 2026/266 assegna all’Italia un limite massimo di 794,4 tonnellate di gambero rosso nelle GSA 12, 13, 14, 15 e 16 del Canale di Sicilia, sulle 829 tonnellate complessivamente attribuite all’Unione europea. Nella stessa area la capacità massima italiana autorizzata alla pesca a strascico dei gamberi di profondità è fissata a 239 pescherecci, per 76.232 kW e 22.672 GT.
Sono dati che aiutano a capire il peso delle decisioni gestionali. Per un’impresa di pesca, infatti, la sostenibilità non dipende soltanto dalla quantità massima teoricamente catturabile, ma dall’interazione tra quote, periodi di fermo, giornate effettive di attività, costi operativi e disponibilità dello stock.
Il MASAF ha inoltre provveduto nel giugno 2026 alla ripartizione nazionale dei limiti massimi catturabili per gambero rosso e gambero viola nelle GSA 12-16, confermando quanto la gestione della risorsa sia ormai costruita attraverso un insieme di misure concatenate e non attraverso un singolo limite.
Federpesca: gli operatori devono entrare nella costruzione delle misure
È proprio il metodo con cui queste misure vengono definite uno dei punti che Federpesca intende portare al tavolo.
«La marineria non sia considerata soltanto destinataria di regole e limitazioni, ma venga riconosciuta come parte attiva nella costruzione delle politiche di gestione della pesca», afferma Santino Adamo, presidente di Federpesca Mazara e vicepresidente nazionale di Federpesca.
La richiesta non è quella di ridurre la tutela biologica del gambero rosso. Nel documento che accompagna l’incontro Federpesca riconosce esplicitamente l’interesse degli stessi pescatori alla conservazione della risorsa. La questione posta è piuttosto come costruire misure che siano contemporaneamente efficaci per lo stock e sostenibili per imprese ed equipaggi.
Adamo insiste sulla necessità che le decisioni siano basate sui dati scientifici ma anche su un confronto strutturato con chi opera quotidianamente in mare. È uno dei passaggi più rilevanti dell’iniziativa: spostare il rapporto tra regolatore e flotta da una logica esclusivamente prescrittiva a un modello nel quale gli operatori partecipino alla programmazione.
Il vero nodo è cosa accade fuori dalla flotta italiana
Il punto potenzialmente più delicato del confronto riguarda però la reciprocità nel Canale di Sicilia.
La flotta italiana opera all’interno di un sistema europeo di limiti di cattura, capacità autorizzata, periodi di fermo e altre misure di gestione. Nelle stesse acque e sugli stessi sistemi biologici operano però anche flotte appartenenti a Paesi terzi, soggette a quadri normativi e condizioni operative differenti.
È su questa asimmetria che Federpesca concentra una parte importante della propria posizione.
«È indispensabile che gli sforzi richiesti alla flotta italiana producano risultati reali sulla tutela della risorsa e che, parallelamente, venga garantito un quadro di reciprocità e di equità competitiva nel Mediterraneo», sostiene Adamo.
Il problema non è soltanto economico. Se lo scopo delle restrizioni è ridurre la pressione sugli stock, la loro efficacia deve essere valutata rispetto alla pressione complessiva esercitata sulla risorsa, non soltanto rispetto a quella riconducibile a una singola flotta nazionale.
La stessa architettura gestionale europea nasce all’interno di un quadro mediterraneo più ampio, nel quale hanno un ruolo le raccomandazioni della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo, CGPM, recepite anche nei provvedimenti nazionali che disciplinano la pesca italiana.
Dal fermo alle prossime campagne di pesca
Per gli armatori mazaresi il confronto del 27 agosto arriva quindi mentre le conseguenze delle misure sono già visibili.
Federpesca richiama costi crescenti, restrizioni e riduzione delle possibilità operative e chiede che il sacrificio richiesto alle imprese abbia una corrispondenza misurabile sul piano biologico. La questione riguarda direttamente la competitività della flotta, ma anche la capacità di mantenere equipaggi, competenze e continuità imprenditoriale in una delle principali marinerie italiane dedicate alla pesca d’altura.
«Il gambero rosso rappresenta molto più di una risorsa ittica», osserva Adamo, collegandone la tutela alla continuità economica e occupazionale della marineria di Mazara del Vallo.
Il confronto con la Direttrice generale Graziella Romito – incaricata alla guida della Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura con DPCM del 9 gennaio 2026 – e con la Regione Siciliana servirà quindi a portare sullo stesso tavolo gestione dello stock, condizioni operative della flotta e sostenibilità economica delle misure.
Per Federpesca la richiesta è chiara: la tutela del gambero rosso deve restare un obiettivo prioritario, ma le regole devono essere costruite sui dati, valutate per la loro reale efficacia e inserite in un quadro mediterraneo nel quale gli sforzi richiesti alla marineria italiana non rimangano isolati.
L’appuntamento è fissato per giovedì 27 agosto 2026 alle 17.30, presso la sede del CNR di Mazara del Vallo, in via Luigi Vaccara.













