Nel futuro dell’acquacoltura, il mangime sarà sempre meno un semplice input produttivo e sempre più una leva strategica. Non conterà solo per la crescita di pesci e gamberi, ma per efficienza, salute animale, tracciabilità, impatto ambientale e sostenibilità economica degli allevamenti. L’Impact Report 2025 di Skretting si inserisce in questo cambio di paradigma, offrendo una fotografia concreta dell’innovazione nell’acquafeed.
La nutrizione non è più un tema tecnico isolato: è uno snodo centrale della competitività. Dalla scelta degli ingredienti dipendono impatti ambientali, resilienza degli animali, efficienza produttiva e capacità della filiera di rispondere alle richieste di mercato.
Skretting opera su scala globale: oltre 2,5 milioni di tonnellate di mangimi prodotti ogni anno, più di 20 stabilimenti in 18 Paesi e presenza in oltre 80 mercati. Numeri che confermano il ruolo del feed nella sicurezza alimentare globale.
Il report affronta la sostenibilità senza semplificazioni: alcuni obiettivi avanzano più velocemente, altri richiedono tempo, investimenti e collaborazione lungo la catena del valore. Un approccio realistico, coerente con la complessità del settore.
Gli ingredienti restano il nodo principale. Il mangime rappresenta spesso una quota rilevante dell’impronta complessiva dell’acquacoltura. Nel 2025, l’88% degli ingredienti marini da pesce intero proveniva da pesca certificata o Fishery Improvement Project: un risultato significativo, ma ancora legato alla disponibilità reale di materie prime certificate.
Anche la soia evidenzia le difficoltà della transizione: il 97% è conforme alla sourcing policy, ma solo il 38% è “deforestation-free Class A”. Costruire filiere tracciabili richiede infrastrutture, volumi e una distribuzione condivisa dei costi.
Il report mostra chiaramente che la sostenibilità non dipende solo dall’innovazione scientifica, ma dalla capacità del mercato di sostenere pratiche più responsabili. Serve un impegno condiviso lungo tutta la filiera.
Sul fronte climatico, Skretting registra una riduzione del 40% delle emissioni scope 1 e 2 rispetto al 2018 (oltre il target del 30%), mentre le scope 3 calano del 5%. Il dato evidenzia la complessità di intervenire lungo l’intera catena del valore.
La qualità dei dati diventa cruciale: una parte dei progressi deriva da miglioramenti metodologici e maggiore disponibilità di informazioni. Senza dati robusti, le strategie climatiche restano teoriche; con dati migliori, diventano azioni concrete.
In Italia emergono due esempi: l’aggiornamento dell’impianto fotovoltaico di Skretting Italy (da 84 a 500 kWp, con risparmi stimati di 569.000 kWh e 146 tonnellate di CO₂e annue) e il riconoscimento CONAI per il packaging, con oltre 40 tonnellate di plastica risparmiate nel 2024 grazie alla riduzione dello spessore dei sacchi.
L’innovazione nutrizionale è l’altra direttrice chiave. Soluzioni come NutriPond, Necto, Lorica e Optiline puntano a migliorare performance e resilienza in sistemi sempre più complessi. Il mangime evolve da semplice apporto di nutrienti a strumento per supportare la risposta dell’animale all’ambiente.
Sul benessere animale, Skretting conferma l’assenza di antibiotici per la crescita e l’uso preventivo. L’impiego di antibiotici critici è allo 0,01%, con una riduzione significativa tra il 2021 e il 2025. L’approccio è chiaro: prevenire attraverso nutrizione e gestione.
La collaborazione è trasversale: il programma ACT mira a costruire percorsi condivisi con clienti e stakeholder. In Italia, il lavoro con l’Università di Pollenzo ha identificato priorità comuni: riduzione degli impatti, efficienza, benessere animale, circolarità e comunicazione.
In sintesi, il feed è destinato a diventare uno dei principali driver della sostenibilità in acquacoltura. Non basta più essere performante: deve essere tracciabile, efficiente e responsabile.
L’Impact Report 2025 racconta questo passaggio in modo credibile, mostrando non solo i risultati raggiunti ma anche le complessità ancora aperte.












