Come cambieranno le possibilità di pesca nel Baltico nel 2027?
La Commissione europea propone di aumentare del 49% le possibilità di pesca dell’aringa del Baltico centrale e del 44% quelle dello spratto. Previsti aumenti anche per l’aringa del Golfo di Riga (+11%) e di Botnia (+3%). Sul fronte opposto, Bruxelles vuole ridurre fortemente i quantitativi ammessi per le catture accessorie inevitabili di merluzzo occidentale (-88%), merluzzo orientale (-51%) e aringa occidentale (-45%). Sono proposte: le quote definitive saranno decise dagli Stati membri.
Nel Baltico alcune popolazioni di pesce stanno recuperando abbastanza da consentire un aumento delle catture. Altre restano invece in condizioni tali da non permettere ancora una normale pesca mirata.
È questa la fotografia che emerge dalla proposta presentata ieri, 24 agosto, dalla Commissione europea sulle possibilità di pesca per il prossimo anno. Il pacchetto riguarda dieci stock gestiti dall’UE e mette in evidenza una differenza sempre più marcata tra aringhe e spratto, che in alcuni casi mostrano segnali positivi, e il merluzzo, che continua a rappresentare il punto più critico dell’area.
L’aumento di una quota, quindi, non significa che il Baltico sia improvvisamente tornato in buona salute. Significa piuttosto che le condizioni biologiche dei diversi stock stanno evolvendo in modo molto diverso.
Aringa e spratto danno i segnali migliori
Il cambiamento più consistente riguarda l’aringa del Baltico centrale. La Commissione propone un aumento delle possibilità di pesca del 49% rispetto al 2026.
La biomassa è cresciuta e le valutazioni scientifiche indicano prospettive favorevoli grazie soprattutto a un buon reclutamento, cioè all’ingresso di nuove generazioni di pesci nella popolazione. Lo stock rimane tuttavia sotto i livelli considerati pienamente sostenibili.
Per questo Bruxelles non propone semplicemente di sfruttare al massimo il miglioramento osservato: il TAC viene fissato con l’obiettivo di mantenere stabile la mortalità da pesca e proseguire la ricostituzione dello stock. Resterebbe anche la chiusura di tre mesi nelle acque costiere poco profonde durante il periodo riproduttivo.
Ancora più evidente è il recupero dello spratto. Dopo alcuni anni difficili, la consistenza dello stock è aumentata sensibilmente grazie a livelli di riproduzione molto elevati. La Commissione propone quindi un incremento del TAC del 44% e l’eliminazione della chiusura stagionale di tre mesi.
Per l’aringa del Golfo di Riga, considerata in buone condizioni, l’aumento proposto è dell’11% e corrisponde al livello massimo indicato dal parere scientifico.
Più prudenza per l’aringa di Botnia
Il quadro è diverso per l’aringa del Golfo di Botnia.
Le nuove valutazioni indicano una popolazione più numerosa di quanto stimato in precedenza, ma ancora al di sotto dei livelli sostenibili. Spingersi fino alla parte più alta dell’intervallo di cattura indicato da ICES potrebbe provocare una nuova diminuzione dello stock.
Bruxelles propone quindi un aumento molto contenuto, pari al 3%, accompagnato dal mantenimento della chiusura riproduttiva di tre mesi nelle acque costiere poco profonde.
È un passaggio importante per leggere correttamente l’intero pacchetto: aumentare un TAC non equivale necessariamente a certificare la piena salute di uno stock. In alcuni casi l’incremento viene calibrato proprio per non interrompere il percorso di recupero.
Per il merluzzo non c’è ancora una vera riapertura
Se aringa e spratto mostrano segnali incoraggianti, il merluzzo del Baltico continua invece a trovarsi in una situazione critica.
Per il merluzzo orientale ICES indica, applicando l’approccio precauzionale, catture pari a zero nel 2027 e nel 2028. La Commissione non propone quindi di riaprire la pesca mirata: mantiene esclusivamente un quantitativo destinato alle catture accessorie inevitabili che avvengono durante la pesca di altre specie. Per il 2027 questo limite verrebbe ridotto del 51%.
Il dato è particolarmente significativo perché le forti restrizioni sono in vigore dal 2019, ma finora non hanno prodotto il recupero atteso dello stock.
Ancora più drastica la proposta per il merluzzo occidentale, con una riduzione dell’88% del TAC destinato alle catture accessorie. Anche per questo stock ICES ha indicato catture zero per il 2027.
La distinzione è sostanziale: quelle quantità non rappresentano una quota per tornare a pescare deliberatamente il merluzzo, ma servono a gestire pesci catturati involontariamente in attività rivolte ad altre specie.
Anche l’aringa occidentale resta in forte difficoltà
La situazione rimane critica anche per l’aringa occidentale del Baltico.
La biomassa è ancora nettamente inferiore ai livelli minimi di riferimento e ICES raccomanda catture zero sia nel 2027 sia nel 2028. La Commissione propone quindi di eliminare la deroga finora prevista per la piccola pesca costiera e di ridurre del 45% il TAC, mantenendolo esclusivamente per le catture accessorie inevitabili.
Per la passera di mare, invece, il parere scientifico consentirebbe un leggero aumento, ma Bruxelles preferisce lasciare invariato il limite di cattura a causa delle condizioni fisiche dei singoli pesci. Le misure tecniche introdotte per la pesca dei pesci piatti dovrebbero inoltre contribuire a ridurre proprio le catture involontarie di merluzzo.
Restano invariati anche i limiti per il salmone del bacino principale e del Golfo di Finlandia, poiché ICES non ha pubblicato un nuovo parere per il 2027. La Commissione propone però di interrompere la pesca ricreativa del salmone allevato e successivamente rilasciato.
Dietro alle difficoltà degli stock non c’è soltanto la pesca. Il Baltico è sottoposto contemporaneamente a eutrofizzazione, contaminanti, cambiamento climatico e perdita di biodiversità. La stessa Commissione richiama inoltre il problema delle catture dichiarate in modo non corretto, che possono nascondere livelli di prelievo superiori a quelli conosciuti.
La qualità dei dati diventa quindi parte integrante della gestione delle risorse. È lo stesso principio alla base delle nuove regole europee sulla pesatura delle catture, pensate per rendere più omogenee le procedure e più affidabili le quantità registrate lungo la filiera.
I TAC, totali ammissibili di cattura, stabiliscono la quantità massima pescabile per ciascuno stock e vengono successivamente ripartiti tra gli Stati membri sotto forma di quote. Il quadro completo della proposta 2027 è disponibile sul portale della Commissione europea dedicato a oceani e pesca.
La proposta presentata da Bruxelles non è ancora definitiva. I ministri della pesca dei Paesi UE dovrebbero raggiungere l’accordo politico durante il Consiglio del 26 e 27 ottobre 2026, mentre l’adozione formale è prevista successivamente nel mese di novembre.
Il messaggio che arriva dal Baltico è quindi meno semplice di un aumento o di una riduzione delle quote. Alcuni stock stanno finalmente offrendo spazio a una maggiore attività di pesca; altri, dopo anni di restrizioni, non mostrano ancora un recupero sufficiente.
È questa distanza tra specie che oggi racconta meglio lo stato del mare: nel Baltico la ripresa è iniziata, ma non per tutti.













