In Francia l’88% dei consumatori acquista gamberi almeno una volta l’anno e in Germania il 66%, ma tra gli acquirenti soltanto il 19% dei francesi e il 20% dei tedeschi li consuma almeno una volta alla settimana a casa. I dati Circana presentati al Global Shrimp Forum 2026 e riportati da VASEP indicano quindi un margine di crescita tra chi conosce già il prodotto. Per il mercato italiano, dove nel 2025 il surgelato ha superato 8.500 tonnellate vendute, la questione riguarda soprattutto formato, praticità e capacità di aumentare le occasioni di consumo.
Il mercato europeo dei gamberi dispone già di una base ampia di consumatori, ma una parte importante del potenziale resta nella frequenza con cui il prodotto viene portato a tavola. È il dato più interessante dell’analisi Circana presentata al Global Shrimp Forum 2026 di Utrecht, dedicata alla domanda europea e, in particolare, ai comportamenti di acquisto in Francia e Germania. Il programma ufficiale del Forum conferma che Circana ha utilizzato dati retail e shopper study commissionati dalla Global Shrimp Forum Foundation per analizzare barriere, leve di acquisto e opportunità di crescita.
Per gli operatori italiani il tema non è astratto. Nel 2025 il comparto dei gamberi surgelati in Italia ha raggiunto 128 milioni di euro di vendite, con un incremento del 7,5% rispetto all’anno precedente. I volumi hanno superato 8.500 tonnellate, +3,5%, secondo dati Unify Circana riferiti al totale Italia, discount inclusi, riportati da Distribuzione Moderna.
Il dato italiano non misura quante volte ogni consumatore mangia gamberi e non può essere confrontato direttamente con l’indagine francese e tedesca. Mostra però che la categoria ha già un peso significativo nel retail nazionale e che, almeno nel surgelato, nel 2025 ha continuato a crescere.
Il prezzo frena la frequenza, ma il mercato si gioca anche sul valore
La barriera economica resta evidente. Secondo i dati Circana riportati da VASEP, tra gli acquirenti che non consumano gamberi ogni settimana il 44% dei francesi e il 53% dei tedeschi considera il prodotto troppo caro per comprarlo più spesso. Anche promozioni giudicate insufficientemente frequenti incidono, rispettivamente per il 26% e il 27%.
La distanza dalle altre proteine aiuta a capire il problema. Nell’indice di prezzo Circana riportato dalla stessa fonte, con il pollame posto pari a 100, i gamberi arrivano a circa 210 in Francia, 224 in Germania, 233 in Spagna e 175 nei Paesi Bassi.
Competere soltanto riducendo il prezzo, però, significherebbe comprimere la categoria proprio dove potrebbe invece costruire valore. Gli stessi dati mostrano che gusto, facilità di preparazione e caratteristiche nutrizionali restano motivazioni importanti: in Francia il 66% degli acquirenti indica il gusto, il 48% la facilità di preparazione e il 44% gli aspetti legati alla salute; in Germania il gusto pesa per il 58%, l’elevato contenuto proteico per il 49% e gli aspetti legati alla salute per il 43%.
Per la filiera italiana la domanda diventa quindi concreta: come aumentare il valore percepito senza trasformare il gambero in una categoria dipendente dalle promozioni?
Più servizio può significare più occasioni di consumo
La risposta proposta durante il Global Shrimp Forum passa anche dalla praticità. VASEP, nel resoconto della presentazione Circana, richiama prodotti porzionati, preparazioni pronte, soluzioni adatte alla friggitrice ad aria, snack proteici e meal kit.
Per importatori, trasformatori e retailer italiani questo significa ragionare sul prodotto oltre la materia prima: pezzatura, pulizia, sgusciatura, porzionatura, modalità di cottura, confezione e chiarezza d’uso possono ridurre gli ostacoli tra acquisto e consumo.
Il dato italiano sul surgelato rende questa riflessione particolarmente pertinente. Una crescita del 7,5% a valore contro il 3,5% a volume nel 2025 segnala che il segmento ha generato più valore, ma non consente da solo di stabilire se ciò dipenda da prezzi, mix di prodotto o maggiore presenza di referenze a valore aggiunto. Proprio per questo sarebbe scorretto attribuirgli una causa che la fonte non dimostra.
La direzione, tuttavia, si inserisce in una trasformazione già osservata nei consumi ittici europei, dove formato, disponibilità e semplicità di preparazione incidono sempre più sulle scelte. Nel gambero, la possibilità è ancora più specifica: lavorare su una categoria che il consumatore già conosce per aumentarne le occasioni d’uso.
L’Europa non compra un solo tipo di gambero
L’altro dato decisivo per chi vende dall’Italia o distribuisce sul mercato nazionale ed europeo è la forte differenza tra Paesi.
Secondo i dati Circana riportati da VASEP, in Francia il 77% dei volumi considerati riguarda prodotto refrigerato/fresco, contro il 23% del congelato. Il 63% dei consumatori intervistati preferisce gamberi cotti e il 66% prodotto con testa e guscio.
In Germania il quadro cambia: il congelato rappresenta il 55%, il 56% degli acquirenti preferisce gamberi crudi e il 57% prodotto sgusciato. In Spagna il congelato arriva all’84%, mentre nei Paesi Bassi la ripartizione tra refrigerato/fresco e congelato è sostanzialmente equilibrata.
La conseguenza per un operatore italiano è immediata. Non basta avere un prodotto competitivo per “l’Europa”: bisogna avere il prodotto giusto per il mercato giusto. Formato, livello di lavorazione, confezione, posizionamento e canale possono dover cambiare radicalmente tra Francia, Germania, Spagna e Italia.
Anche per l’Italia serve leggere il mercato per segmento
I dati italiani disponibili non consentono ancora di costruire lo stesso profilo di preferenze rilevato da Circana in Francia e Germania. Abbiamo però un’indicazione importante sul surgelato: 128 milioni di euro e oltre 8.500 tonnellate vendute nel 2025, con entrambe le misure in crescita.
Questo rende poco utile importare automaticamente nel nostro mercato modelli che funzionano altrove. Il consumatore francese che privilegia prodotto cotto, refrigerato e con testa e guscio non coincide con quello tedesco orientato maggiormente verso congelato, crudo e sgusciato. Per l’Italia occorre la stessa precisione: capire quali formati stanno crescendo, in quali canali, con quali livelli di servizio e per quali occasioni di consumo.
Anche l’andamento retail 2026 riportato da VASEP mostra mercati europei che procedono a velocità diverse: i volumi risultano in aumento del 12,1% nei Paesi Bassi, del 4,6% in Spagna e del 3,1% in Germania, mentre in Francia diminuiscono del 3,1%. A valore, gli incrementi sono rispettivamente del 10,8%, 9,7% e 3,1%, mentre la Francia registra +0,7%. Si tratta di dati da inizio anno alla rilevazione riportata, non dell’intero 2026.
Per produttori, importatori, trasformatori e distributori italiani, quindi, il messaggio che arriva da Utrecht va oltre il semplice aumento dei consumi: la crescita del gambero passa dalla capacità di capire quando, come e in quale formato il consumatore è disposto a sceglierlo più spesso.
In Italia il surgelato sta già mostrando una domanda in crescita. Il passo successivo, per la filiera, è capire quanto di quella crescita possa essere trasformato in maggiore frequenza di consumo e quanto, invece, dipenda dal valore e dal mix delle referenze. È su questa distinzione che si gioca una parte importante delle future strategie di categoria.













