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Bilancio di Sostenibilità Mitilla 2025 a Ca’ Foscari per raccontare la cozza di Pellestrina

Alla Venice School of Management, Mitilla ha presentato il progetto sostenuto dal PN FEAMPA 2021-2027 e il nuovo Bilancio di Sostenibilità 2025. Al centro dell’incontro, il valore della cozza di Pellestrina, il rapporto con il mare, la filiera ittica veneta, la ricerca scientifica e una sostenibilità misurata attraverso dati ambientali, sociali ed economici.

Luca Di Noto by Luca Di Noto
23 Luglio 2026
in Aziende in evidenza, In evidenza, Mercati, News, Sostenibilità
La presentazione del percorso di sostenibilità Mitilla alla Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

La presentazione del percorso di sostenibilità Mitilla alla Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

Il Bilancio di Sostenibilità Mitilla 2025 è stato presentato all’Università Ca’ Foscari Venezia insieme al progetto “Strategia di marketing per la promozione di Mitilla e del suo ecosistema”, sostenuto dal PN FEAMPA 2021-2027. Il report racconta il percorso dell’azienda di Pellestrina attraverso dati, obiettivi e scelte concrete su ambiente, persone, tracciabilità, ricerca scientifica e valore economico generato sul territorio.

La sostenibilità, nel settore ittico, rischia spesso di restare una parola comoda. Una di quelle che si usano perché funzionano, perché rassicurano, perché ormai sembrano obbligatorie in ogni racconto d’impresa. Ma il mare, più di altri luoghi, non consente molte scorciatoie: o le scelte si vedono nei processi, nei controlli, nei consumi, nei rapporti con la comunità e nella qualità del prodotto, oppure restano comunicazione.

È da questa esigenza di concretezza che nasce il Bilancio di Sostenibilità Mitilla 2025, presentato il 3 luglio 2026 presso il Campus di San Giobbe dell’Università Ca’ Foscari Venezia, all’interno del corso accademico “FISHLAB – Gestione strategica delle imprese ittiche” della Venice School of Management. Insieme al report, Mitilla ha illustrato anche il progetto “Strategia di marketing per la promozione di Mitilla e del suo ecosistema”, sostenuto nell’ambito del PN FEAMPA 2021-2027, nato per rafforzare la riconoscibilità della cozza di Pellestrina e della filiera che la rende possibile.

La sostenibilità come misura, non come dichiarazione

La scelta di presentare il report in un contesto universitario non è secondaria. Porta la mitilicoltura fuori dalla sola dimensione produttiva e la colloca dentro un confronto più ampio, dove impresa, ricerca, istituzioni e filiera possono leggere gli stessi dati da prospettive diverse. Alla giornata hanno preso parte rappresentanti del mondo accademico, operatori della filiera ittica veneta, partner scientifici e istituzioni, in un incontro che ha messo al centro non solo il prodotto, ma il sistema che lo sostiene.

A introdurre il progetto Mitilla sono stati i professori Mauracher, Checchinato e Finotto dell’Agrifood Management and Innovation Lab di Ca’ Foscari. Nel loro intervento hanno messo in evidenza un aspetto centrale: l’esperienza di Mitilla mostra che anche realtà di piccole dimensioni possono utilizzare strumenti normalmente adottati da imprese più strutturate per valutare il proprio impatto ambientale e rivedere i processi.

La collaborazione con la ricerca universitaria, hanno sottolineato, può aiutare le filiere tipiche del Paese e le loro imprese a introdurre innovazione e sostenibilità anche in comparti considerati maturi. Per la Venice School of Management, il caso Mitilla diventa così un caso di studio da osservare, comprendere e rendere replicabile in altre imprese del settore alieutico e agroalimentare, attraverso iniziative di innovazione aperta e formazione con gli operatori.

L’intervento dell’Assessore alla Pesca, Agricoltura ed Economie del Mare del Comune di Venezia, Alessandro Scarpa Marta, ha richiamato il valore della cozza Mitilla per l’identità produttiva di Pellestrina, per l’occupazione locale e per la promozione della filiera ittica veneziana. È un passaggio importante, perché il riferimento alla “Cozza di Pellestrina” non è un dettaglio di marchio, ma il segno di una provenienza, di una cultura del lavoro e di una responsabilità verso un territorio fragile e riconoscibile.

Il Bilancio di Sostenibilità Mitilla nasce proprio per rendere leggibile questo percorso. Non come documento celebrativo, ma come primo esercizio strutturato di rendicontazione, redatto in conformità ai GRI Standards 2021, con riferimento al GRI 13 dedicato ai settori agricoltura, acquacoltura e pesca. Il report organizza le informazioni secondo tre dimensioni, People, Planet e Prosperity, e prova a rispondere a una domanda semplice solo in apparenza: che cosa significa, per un’azienda di mitilicoltura, produrre valore senza consumare il legame con il mare da cui quel valore nasce?

Lorenzo Busetto, co-founder di Mitilla, al Campus di San Giobbe in occasione della presentazione del progetto sostenuto dal PN FEAMPA 2021-2027

Mitilla e il valore della filiera corta

La storia di Mitilla comincia prima del marchio. Nasce dal lavoro della famiglia Busetto e da una relazione lunga con le acque di Pellestrina, dove la mitilicoltura non è soltanto un’attività economica, ma un sapere pratico, fatto di esperienza, osservazione, stagioni, attese e decisioni prese in mare. Nel 2019 questa eredità si trasforma in un progetto imprenditoriale più riconoscibile, con l’obiettivo di dare alla cozza di Pellestrina una posizione diversa: non più prodotto indistinto, ma alimento legato a un’origine, a un metodo e a una storia.

La Società Agricola F.lli Busetto S.s., con sede a Pellestrina, presidia direttamente le fasi principali del ciclo produttivo, dalla raccolta del seme all’allevamento e alla selezione. Il confezionamento e la distribuzione sono affidati a C.R.A.M.E. A.r.l., cooperativa specializzata con sede a Chioggia, in un’organizzazione che consente di mantenere una filiera corta, controllata e tracciabile. Questo modello, raccontato anche nella pagina dedicata a perché scegliere Mitilla, permette di seguire il prodotto dal mare al consumatore e di mantenere vicine competenze, controlli e responsabilità.

La tracciabilità non è trattata come un elemento accessorio. Nel report viene descritta come una parte essenziale della relazione con il mercato. Ogni lotto viene seguito attraverso sistemi documentali conformi alla normativa, mentre il QR code presente sulle confezioni apre la strada a una comunicazione sempre più chiara sull’origine del prodotto, sulle modalità di allevamento, sui controlli e sulla conservazione. In prospettiva, questo significa rendere il consumatore meno distante dalla filiera e più consapevole del valore che c’è dietro una retina di cozze.

I numeri del Bilancio di Sostenibilità Mitilla 2025

Il report restituisce anche una fotografia economica precisa. Nel 2025 Mitilla ha registrato ricavi complessivi pari a 1.401.147,99 euro, costi complessivi per 808.682,35 euro e un utile in regime agricolo pari a 592.465,64 euro. Sono numeri che vanno letti insieme alla struttura dell’impresa, alla sua dimensione familiare e al radicamento territoriale della filiera.

Una parte significativa del valore generato resta nel territorio. Il valore distribuito al personale ammonta a 144.030,25 euro, mentre i principali costi operativi raggiungono 658.645,02 euro. L’80% dei fornitori risulta localizzato a Pellestrina e nelle aree limitrofe, un dato che racconta meglio di molte formule il rapporto tra impresa e comunità. La crescita, in questo caso, non viene presentata come risultato isolato, ma come capacità di alimentare occupazione, forniture locali, manutenzioni, servizi, collaborazioni e continuità produttiva.

Questa è forse una delle parti più interessanti del Bilancio di Sostenibilità Mitilla: la prosperità non viene separata dalla responsabilità. Il fatturato non è solo un indicatore economico, ma diventa la condizione per investire in qualità, sicurezza, ricerca, reputazione e tenuta della filiera. In un comparto esposto alla stagionalità, alla variabilità ambientale e alla pressione dei mercati, la sostenibilità passa anche dalla capacità di restare economicamente solidi senza perdere il rapporto con il territorio.

L’impronta ambientale della cozza di Pellestrina

La parte ambientale del report entra nel merito dell’impronta climatica del prodotto attraverso la Product Environmental Footprint. L’indicatore “Climate change” è pari a 0,365 kg di CO₂ equivalente per kg di prodotto; nel 2025, a fronte di una produzione complessiva di 490.760 kg, l’impronta climatica totale stimata è di circa 179 tonnellate di CO₂ equivalente.

Il principale driver emissivo è l’utilizzo di gasolio per le imbarcazioni impiegate nelle fasi di semina, manutenzione e raccolta. È un dato importante, perché evita una rappresentazione ingenua della sostenibilità. Anche la mitilicoltura, pur essendo un’attività a basso impatto rispetto ad altri sistemi produttivi alimentari, ha consumi, emissioni e margini di miglioramento. Per questo Mitilla prevede di aggiornare l’analisi dell’impronta ambientale di prodotto nel prossimo ciclo di rendicontazione e di rafforzare il monitoraggio dei consumi energetici.

Accanto alla misurazione degli impatti, il report richiama però anche il ruolo ecologico dei mitili. Le cozze sono organismi filtratori e, secondo le stime riportate nel documento, una tonnellata di prodotto può filtrare circa 1.200 metri cubi di acqua al giorno. Questo processo contribuisce alla trasparenza delle acque, alla riduzione dei nutrienti disciolti e alla creazione di microhabitat favorevoli alla biodiversità marina. È qui che la cozza di Pellestrina smette di essere soltanto prodotto alimentare e diventa parte di una relazione più complessa con l’ecosistema.

Ricerca scientifica e cultura del mare

Il percorso di Mitilla è sostenuto da una rete di collaborazioni scientifiche che dà sostanza alla rendicontazione. La componente tecnica e strategica del progetto coinvolge, tra gli altri, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Veneto Agricoltura, l’Università di Padova e lo IUAV. Nel report vengono citati progetti come WaterLANDS, BlueDiversity, Miti-Clima, Stop TTX e LIFE MUSCLES, con attività che riguardano monitoraggio ambientale, sicurezza alimentare, biodiversità, materiali a minore impatto ed economia circolare.

Queste collaborazioni aiutano a leggere l’allevamento non solo come luogo produttivo, ma come spazio da osservare e studiare. I cambiamenti climatici incidono sulla temperatura dell’acqua, sulla salinità, sulla capacità di crescita e sulla sopravvivenza dei mitili. Per un’azienda che lavora in mare, la ricerca non è un esercizio teorico: è uno strumento per anticipare criticità, migliorare le pratiche operative, rafforzare la sicurezza alimentare e proteggere il valore stesso del prodotto.

La stessa logica attraversa le attività educative e divulgative. Mitilla ha lavorato con scuole, istituti professionali e università, portando la cultura della mitilicoltura sostenibile fuori dal perimetro aziendale. Masterclass, visite didattiche, incontri formativi e attività in barca contribuiscono a rendere più visibile un mestiere che spesso arriva al consumatore solo nel momento finale dell’acquisto o del consumo. La Blu Vertical Farm Experience va esattamente in questa direzione: avvicinare le persone al mare reale, ai tempi dell’allevamento, alla fatica e alla cura che stanno dietro il prodotto.

Momento conviviale al termine della presentazione del progetto Mitilla e del Bilancio di Sostenibilità 2025 a Ca’ Foscari.

Le persone dietro il prodotto

Uno dei meriti del report è quello di non separare la sostenibilità ambientale dalla dimensione umana del lavoro. La mitilicoltura richiede competenze tecniche, conoscenza delle condizioni meteo-marine, attenzione alla sicurezza, capacità di coordinamento e una familiarità quotidiana con attrezzature, imbarcazioni e procedure sanitarie. Non è un lavoro astratto e non può essere raccontato solo attraverso indicatori.

Nel 2025 Mitilla rendiconta attività formative legate alla sicurezza, alle procedure HACCP, all’acquacoltura sostenibile e al monitoraggio del benessere dei molluschi. Il report descrive un’organizzazione contenuta, dove il presidio diretto dei processi e il coinvolgimento delle persone hanno un peso decisivo. Il capitale umano viene considerato una risorsa strategica perché custodisce know-how, continuità operativa e capacità di adattamento.

Questa dimensione si riflette anche nel rapporto con la comunità locale. Mitilla partecipa a iniziative educative, culturali, solidali e istituzionali, contribuendo alla diffusione di una cultura del mare che non si esaurisce nella promozione del prodotto. È un modo per restituire alla cozza di Pellestrina il suo contesto naturale: non solo il mare in cui cresce, ma la comunità che ne conosce il valore.

Ca’ Foscari come punto di passaggio

La presentazione a Ca’ Foscari segna un passaggio significativo perché porta Mitilla dentro uno spazio di confronto pubblico e scientifico. Non è solo una vetrina. È il riconoscimento che anche una filiera locale, se sa organizzare dati, processi e relazioni, può diventare un caso di studio per parlare di acquacoltura sostenibile, economia del mare e competitività territoriale.

Nel corso dell’incontro, il lavoro di strutturazione scientifica del Bilancio di Sostenibilità è stato illustrato dal Prof. Pasquale Sasso e dalla Dott.ssa Benedetta Coluccia, con l’obiettivo di tradurre le performance ambientali, sociali ed economiche dell’azienda in informazioni trasparenti e misurabili. Nooo Agency, partner strategico per la campagna di marketing e comunicazione, ha invece presentato il percorso volto a rafforzare il posizionamento di Mitilla come modello di impresa ittica sostenibile, capace di collegare qualità del prodotto, identità territoriale e cultura della tracciabilità.

Dopo la conclusione della mattinata, Mitilla ha ricevuto anche la lettera del Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso vicinanza istituzionale e apprezzamento per gli obiettivi del progetto. Un segnale ulteriore del fatto che la valorizzazione della cozza di Pellestrina non riguarda soltanto un’impresa, ma una filiera e un territorio.

Il futuro della cozza di Pellestrina passa dai dati

Il framework strategico 2026-2028 indicato nel report guarda a un consolidamento del percorso già avviato. Le priorità riguardano il monitoraggio climatico ed ecologico, l’aggiornamento dell’impronta ambientale di prodotto, l’innovazione nei materiali di allevamento e packaging, il rafforzamento della formazione, la sicurezza in mare e l’estensione della tracciabilità digitale.

Sono obiettivi concreti, che hanno senso proprio perché partono da una misurazione. Rendicontare non significa chiudere un percorso, ma renderlo verificabile. Significa accettare che la sostenibilità non sia un’immagine ferma, ma un lavoro progressivo, fatto di dati da migliorare, pratiche da aggiornare, collaborazioni da consolidare e responsabilità da assumere nel tempo.

Per Mitilla, la cozza di Pellestrina resta il centro del racconto, ma intorno al prodotto prende forma qualcosa di più ampio: un modello di filiera che tiene insieme mare, impresa, ricerca, comunità e consumatore. La presentazione del Bilancio di Sostenibilità Mitilla 2025 non è quindi soltanto la pubblicazione di un report, ma un modo per dire che il valore di un prodotto ittico non si misura soltanto quando arriva in tavola. Comincia molto prima, nel luogo in cui viene allevato, nelle mani di chi lo cura e nella capacità di raccontarlo senza separare qualità, ambiente e territorio.

Per seguire progetti, eventi e aggiornamenti dal mondo Mitilla è possibile visitare il Blog Mitilla oppure scoprire dove acquistare e assaggiare il prodotto nella sezione dedicata a ristoranti e pescherie.

 

 

Tags: acquacoltura sostenibilebilancio di sostenibilitàCa’ Foscari Veneziacozza di Pellestrinaeconomia del marefiliera cortafiliera ittica venetaMitilicolturaMitillaPN Feampa 2021/2027tracciabilitàtracciabilità ittica
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Giornalista e autore Pesceinrete Luca Di Noto è giornalista e autore Pesceinrete. Scrive contenuti dedicati a imprese, prodotti, mercati, consumi, food service, distribuzione e trasformazione del settore ittico. Nei suoi articoli segue la filiera seafood con un taglio professionale, attento alle dinamiche economiche e alla leggibilità dei fenomeni commerciali.

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