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Il mercato ittico europeo entra nel 2026 con meno prodotto e più valore

Dai dati EUMOFA emerge una dinamica chiave: le quantità calano, i prezzi tengono. Un segnale che cambia il modo di leggere il mercato, anche per l’Italia

Davide Ciravolo by Davide Ciravolo
30 Gennaio 2026
in In evidenza, Mercati, News
mercato ittico europeo 2026

C’è un dato, nell’ultima analisi EUMOFA, che merita più attenzione di qualsiasi singola specie o Paese.
Non è una novità clamorosa, né un exploit improvviso. È una dinamica strutturale che si consolida mese dopo mese e che nel 2026 diventa impossibile ignorare.

Nel mercato ittico europeo, il valore continua a crescere mentre le quantità si riducono.
Una combinazione che non descrive una fase congiunturale, ma un equilibrio nuovo, destinato a incidere sulle scelte di chi produce, trasforma, importa e acquista.

Valore su, volumi giù: il dato che guida tutta la lettura

Secondo EUMOFA, nei primi dieci mesi del 2025 il valore complessivo delle first sales in Europa ha raggiunto circa 3,4 miliardi di euro, con un aumento del 4% rispetto all’anno precedente.
Nello stesso periodo, però, i volumi sono scesi del 3%, confermando un trend già visibile nel confronto con il 2023.

È qui che il dato smette di essere statistica e diventa indicazione di mercato.
Il sistema sta assorbendo meno prodotto, ma a prezzi medi più elevati, soprattutto nelle categorie più sensibili alla disponibilità e ai costi di cattura.

Perché non è una dinamica passeggera

Questa divergenza tra valore e volumi non nasce da un solo fattore. È il risultato di più elementi che si rafforzano a vicenda.

Da un lato, le politiche di gestione della pesca.
Gli accordi per il 2026 tra Unione europea, Norvegia e Regno Unito confermano un orientamento chiaro: quote sempre più legate alle valutazioni scientifiche, riduzioni mirate dove gli stock sono sotto pressione, maggiore prevedibilità ma minore elasticità sull’offerta.

Dall’altro, il contesto economico.
Il calo dei costi del carburante marino nel corso del 2025 ha migliorato la redditività della flotta europea, ma non ha generato un aumento proporzionale delle catture. Un segnale importante: il limite oggi non è solo economico, ma strutturale.

Infine, la domanda.
L’inflazione sui prodotti ittici, soprattutto nel fresco, resta superiore alla media alimentare. Eppure, il mercato assorbe gli aumenti. Questo indica che alcune categorie continuano a essere percepite come strategiche lungo la filiera, anche a fronte di prezzi più alti.

Le categorie che spiegano il cambiamento

Non tutti i segmenti contribuiscono allo stesso modo a questa dinamica.

I piccoli pelagici mostrano una crescita di valore con volumi sostanzialmente stabili.
I cefalopodi, in particolare il polpo, registrano un aumento dei prezzi a fronte di una riduzione delle quantità.
I crostacei mantengono una buona tenuta, con segnali positivi su specie chiave come scampo e gambero.

Sono questi i comparti che, più di altri, aiutano a capire dove si sta spostando il baricentro del mercato europeo.

E l’Italia?

Nel quadro europeo, l’Italia evidenzia una criticità specifica.
Le first sales italiane mostrano un calo più marcato dei volumi rispetto alla media UE, accompagnato da una riduzione del valore complessivo. Un segnale che non va letto come episodio isolato, ma come riflesso di una struttura produttiva più esposta alla contrazione dell’offerta.

In un contesto in cui altri Paesi riescono a compensare i volumi con il valore, per l’Italia la sfida diventa ripensare il posizionamento delle specie, dei canali e dei mercati di sbocco.

Una chiave di lettura per il 2026

Il messaggio che arriva dall’ultima analisi EUMOFA è chiaro:
il mercato ittico europeo non sta semplicemente rallentando, sta cambiando assetto.

Per gli operatori, questo significa una cosa precisa.
Nel 2026 non basterà guardare alle quantità disponibili. Sarà sempre più decisivo capire dove si concentra il valore, quali segmenti reggono la pressione dei prezzi e quali, invece, rischiano di perdere attrattività.

È dentro questo scenario che vanno letti i singoli comparti. A partire da quelli in cui la tensione tra domanda e offerta è già evidente.

Tags: analisi di mercatoEUMOFAfiliera itticafirst salesmercato ittico 2026mercato ittico europeopesca europeaprezzi del pescesettore itticovolumi pesca
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Davide Ciravolo

Autore Pesceinrete, retail ittico e mercati seafood Davide Ciravolo è autore Pesceinrete. Si occupa di mercati, distribuzione e scenari commerciali della filiera ittica, con particolare attenzione al rapporto tra prodotto, retail e consumi. La sua esperienza come ex buyer di Esselunga gli permette di osservare il settore seafood anche dal punto di vista della GDO e delle dinamiche di assortimento.

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