• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
giovedì 17 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home In evidenza

Seafood, il consumatore cambia fascia a ogni acquisto

Non esiste più soltanto chi compra premium e chi cerca il prezzo basso. NIQ e World Data Lab descrivono un consumatore che passa dall’una all’altra scelta nello stesso carrello. Per la filiera ittica diventa decisivo spiegare perché un prodotto merita di costare di più oppure perché rappresenta la scelta più conveniente.

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
21 Agosto 2026
in In evidenza, Mercati, News
Consumer checking environmental claims on generic seafood packaging in an Italian supermarket

From 27 September 2026, environmental claims used to market seafood in Italy must be specific, clear and substantiated.

Il consumatore può pagare di più per un prodotto e cercare convenienza su quello successivo. Secondo NIQ e World Data Lab, premium e risparmio sono sempre meno identità fisse e sempre più modalità di acquisto che cambiano in base al prodotto, all’occasione e al valore percepito. Per il seafood significa una cosa precisa: ogni referenza deve offrire una ragione chiara per essere scelta.

Un salmone affumicato premium e una confezione di surgelato in promozione possono finire nello stesso carrello senza alcuna contraddizione.

È una delle indicazioni più interessanti che emerge da A Tale of Two Consumers, il nuovo report di NIQ e World Data Lab, pubblicato lo scorso 12 agosto. Il lavoro mette in discussione una segmentazione ancora molto utilizzata: quella che divide il mercato tra consumatori disposti a spendere e consumatori costretti a risparmiare.

La realtà fotografata da NIQ è più mobile. Le persone spendono di più quando riconoscono una ragione sufficiente per farlo e scendono di prezzo quando quella ragione scompare. Età e reddito continuano a contare, ma non bastano più a prevedere la scelta.

Per la filiera ittica è un cambio di prospettiva importante.

Non esiste più un consumatore soltanto premium o soltanto value

NIQ parla di due mindset: quello dell’upgrade, quando il consumatore accetta di salire di fascia, e quello price-constrained, quando cerca maggiore convenienza.

Non sono due gruppi separati. La stessa persona può muoversi tra i due comportamenti in funzione della categoria, del bisogno e del momento di acquisto. Il report arriva a sottolineare che anche una singola famiglia può adottare entrambe le logiche nella stessa occasione di spesa.

Ed è qui che il tema diventa interessante per il seafood.

Davanti a due confezioni di pesce, il consumatore può riconoscere valore nell’origine, nella lavorazione, nella qualità percepita, nella praticità o nella fiducia associata a una marca e accettare un prezzo superiore. Davanti a un’altra referenza può invece considerare sufficiente l’alternativa meno costosa.

Non significa che il prezzo abbia perso importanza. Significa che il prezzo viene giudicato insieme a ciò che il prodotto promette di restituire.

Il premium deve guadagnarsi il sovrapprezzo

I dati NIQ aiutano a capire quanto sia sottile questa linea. Tra i consumatori orientati all’upgrade, il 60% dichiara di concentrarsi sul rapporto qualità-prezzo e il 46% mostra disponibilità a pagare per la convenienza. Il premium, quindi, non coincide semplicemente con il lusso o con un listino più alto.

Applicato al prodotto ittico, significa che origine, certificazione, freschezza percepita, lavorazione, porzionatura, servizio, gusto o facilità di utilizzo possono sostenere un prezzo superiore solo se il cliente ne comprende il beneficio.

Vale anche il contrario. Tra i consumatori maggiormente condizionati dal prezzo, circa un terzo è disposto a spostarsi verso alternative meno costose e verso il marchio in promozione. Ma NIQ precisa che neppure questo comportamento equivale automaticamente alla ricerca del prodotto più economico: anche chi deve controllare la spesa può salire di fascia quando il vantaggio appare evidente.

È dunque molto più difficile parlare di un consumatore “premium” o “convenienza”. È il singolo acquisto a diventare premium o conveniente.

Per la filiera ittica il rischio è restare nel mezzo

La conseguenza più significativa riguarda i prodotti che non riescono a occupare una posizione riconoscibile.

Nel largo consumo analizzato da NIQ, le proposte premium e quelle value mostrano capacità di attrazione mentre aumenta la pressione sulla fascia mainstream. Il problema riguarda soprattutto i prodotti che non appaiono abbastanza differenti da giustificare un upgrade e, contemporaneamente, non sono abbastanza competitivi per vincere quando prevale la ricerca di convenienza.

Non significa che ogni prodotto debba diventare costoso oppure economico. Significa che deve essere chiaro perché esiste e per chi rappresenta la scelta giusta.

Per un produttore di conserve può essere la qualità della materia prima. Per un trasformatore di surgelati, servizio e praticità. Per un affumicato, origine e lavorazione. Per una referenza quotidiana, affidabilità e prezzo. Per un ready-to-eat, il tempo risparmiato.

Quando queste differenze non emergono, il confronto tende inevitabilmente a spostarsi sul prezzo.

La pressione aumenta anche con la crescita della marca del distributore. Secondo i dati richiamati da NIQ, il 58% dei consumatori afferma che, in determinate situazioni, la distinzione tra marca industriale e private label non è determinante: compra semplicemente ciò di cui ha bisogno. La MDD non viene più percepita soltanto come ripiego economico, ma può competere come alternativa value, equivalente o persino premium.

Essere buoni non basta se la differenza non si vede

Per il settore ittico questo punto è particolarmente delicato.

Specie, origine, metodo di produzione, lavorazione, conservazione e servizio possono creare differenze sostanziali tra due prodotti che, a uno sguardo rapido, sembrano simili. Se queste differenze restano invisibili, però, il consumatore non può attribuire loro valore.

La capacità di spiegare una referenza diventa quindi parte della sua competitività. È un tema che riguarda il banco fisico ma anche etichette, packaging, schede prodotto ed e-commerce, perché nel commercio digitale dei prodotti ittici fiducia e valore dipendono sempre più dalla qualità delle informazioni disponibili.

Per produttori, trasformatori e distributori cambia anche una domanda di fondo. Non basta più chiedersi quanto deve costare un prodotto. Occorre chiedersi quale motivo concreto offre per essere preferito all’alternativa accanto.

Il report NIQ non misura autonomamente il mercato ittico: nelle analisi statunitensi compare il comparto aggregato Meat & Seafood, senza separare carne e prodotti ittici. Sarebbe quindi scorretto trasferire direttamente al pesce i risultati quantitativi dell’intero largo consumo.

Il segnale strategico, però, è netto.

Il consumatore non decide una volta per tutte se spendere o risparmiare. Lo decide davanti a ogni prodotto.

Per il seafood questo rende più fragile tutto ciò che rimane indistinto. Il prezzo conta, ma da solo non determina la scelta. A fare la differenza è la capacità di rendere evidente, in pochi secondi, perché quella referenza vale ciò che costa.

Tags: Consumatoreconsumi itticiconvenienzaGDOmercato itticoNielsenIQpremiumprivate labelprodotti itticiretail itticoseafood
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Farina e olio di pesce, il deficit peruviano ridisegna gli equilibri globali

Prossimo articolo

What really drives global seafood demand? Evidence from 124 countries

Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

Articoli Correlati

pesce di lago nei menu

Pesce di lago, la riscoperta passa dalle antiche tecniche

by Mariella Ballatore
17 Settembre 2026

Il filo che unisce molti dei piatti di lago oggi presenti nei ristoranti non è soltanto la provenienza del pesce,...

Federpesca politiche UE pesca

Federpesca: bene il riconoscimento di von der Leyen, ma l’UE cambi rotta nelle politiche per la pesca

by Redazione
17 Settembre 2026

Federpesca accoglie positivamente il riconoscimento espresso da Ursula von der Leyen ai pescatori di Francia, Italia e Finlandia per la...

mercato baccalà 2026

Baccalà, nel 2026 il valore va spiegato meglio

by Alice Giacalone
17 Settembre 2026

Nel 2026 il mercato del baccalà è più selettivo: dopo un primo semestre debole, agosto ha segnato una ripresa dei...

quote di pesca UE-Mauritania

Accordo UE-Mauritania: quote sottoutilizzate, ma la flotta dei crostacei ha poche alternative

by Mariella Ballatore
16 Settembre 2026

L’accordo di pesca tra Unione europea e Mauritania risulta sovradimensionato nel suo volume complessivo, ma non per tutte le attività....

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits