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Pasqua 2026: il pesce italiano non si ferma. Prezzi su, ma la qualità vince ancora

Dal polpo alle vongole, passando per le triglie di scoglio: il mercato ittico arriva alle feste con qualche cicatrice, ma con una domanda che non si piega. E le cozze nazionali provano a tornare al centro della tavola

Alice Giacalone by Alice Giacalone
3 Aprile 2026
in In evidenza, Mercati, News, Sostenibilità
pesce fresco per Pasqua

C’è qualcosa di quasi rituale nel modo in cui gli italiani si preparano alla tavola di Pasqua. I prezzi possono salire, le disponibilità possono assottigliarsi, ma certe tradizioni restano. E il pesce, quello buono, quello italiano, quello che sa ancora di mare, è tra queste.
A confermarlo sono i dati dell’Osservatorio Prezzi del CAR – Centro Agroalimentare di Roma, che ha monitorato l’andamento del mercato ittico e ortofrutticolo in vista del weekend festivo. Il quadro che emerge è quello di una stagione tutt’altro che semplice, ma di un consumatore che non ha perso la bussola: cerca qualità, conosce il prodotto, e quando lo trova è disposto a pagarlo.

Cosa finisce nel carrello (e a che prezzo)

Guardando le quotazioni rilevate dal CAR, i numeri parlano chiaro. Le triglie di scoglio toccano i 30,00 €/kg: un prezzo che non lascia indifferenti, ma che non scoraggia chi sa cosa sta comprando. Le triglie di scoglio non sono un prodotto banale, richiedono lavorazione, hanno una stagionalità precisa, e su un piatto festivo fanno la differenza.
Stesso discorso per i cefalopodi: seppie e polpi italiani si attestano entrambi a 18,00 €/kg, con una disponibilità che non è abbondante ma che incontra comunque una domanda decisa. Difficile, d’altronde, immaginare un Venerdì Santo o un pranzo pasquale senza un sugo di seppie o un polpo che raffredda sul tagliere.
Chi vuole spendere con più attenzione ha dalla sua parte le vongole veraci, che rispetto ai livelli recenti scendono a 19,00 €/kg, tornando su una fascia più accessibile. Un’opportunità concreta, tanto per le cucine domestiche quanto per la ristorazione. Chiude il quadro il salmone d’allevamento, che sale a 10,80 €/kg, dinamica del tutto fisiologica sotto le feste, dove la domanda di pesce affumicato e marinato cresce trasversalmente.

Il nodo dei molluschi e la scommessa delle cozze

Il tema più delicato del mercato ittico in queste settimane riguarda i molluschi bivalvi, frenati da timori di natura sanitaria che hanno generato incertezza tra operatori e consumatori, rallentando i volumi. Non è una novità che bastino poche notizie — spesso amplificate, a volte prive di basi solide — per mettere in crisi un comparto che lavora con margini già stretti.
Eppure la produzione nazionale di cozze non ha mai smesso di essere valida. Anzi: le piogge dei mesi scorsi hanno contribuito positivamente alla qualità del prodotto, e chi conosce il settore lo sa bene. Proprio in occasione della Pasqua, il comparto tenta un rilancio concreto, puntando sulla fiducia nel prodotto italiano e sulla ripresa degli acquisti.
Lo conferma il Direttore Generale del CAR, Fabio Massimo Pallottini: “Nonostante una flessione nelle scorse settimane, la produzione nazionale è di altissima qualità grazie alle piogge dei mesi scorsi. La domanda dei cittadini è principalmente sul pescato di pregio, confermando che, in vista di Pasqua, il fattore qualità prevale sulla variabile prezzo”.

Chi compra sa cosa compra

Il dato forse più interessante che emerge dall’Osservatorio CAR non è un numero, ma un atteggiamento. Il consumatore che si avvicina al bancone del pesce in queste settimane non è disorientato dalla variabilità dei prezzi: sa orientarsi, conosce le specie, privilegia l’origine italiana e fa scelte ragionate.
È un profilo di acquirente che il Presidente del CAR, Valter Giammaria, descrive con precisione: “Vediamo un consumatore consapevole che non rinuncia a portare in tavola le eccellenze del nostro territorio. In questo scenario il Centro Agroalimentare di Roma riafferma la sua funzione di garante della qualità e della continuità degli approvvigionamenti”.
Un consumatore del genere è, in fondo, la migliore notizia possibile per il settore. Perché non si conquista con le promozioni e non si perde con un rincaro: si fidelizza con la qualità costante e con la trasparenza sulla filiera.

Il mercato ittico arriva alle feste del 2026 con qualche difficoltà sulle spalle, ma con una domanda che regge e una voglia di prodotto pregiato che non si è sgonfiata. Triglie, seppie, polpi, vongole e, si spera, le cozze italiane in risalita: gli ingredienti ci sono. Manca solo il fuoco sotto la pentola.

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Alice Giacalone

Alice Giacalone

Autrice Pesceinrete Alice Giacalone scrive per Pesceinrete occupandosi di attualità, imprese, mercati e scenari della filiera ittica. Nei suoi contributi segue l’evoluzione del settore seafood con attenzione ai temi che incidono sul lavoro degli operatori, dalla pesca all’acquacoltura, dalla sostenibilità alle dinamiche commerciali.

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