A giugno 2026 le importazioni UE di prodotti ittici dalla Russia hanno raggiunto 74,9 milioni di euro, aumentando del 70% rispetto a maggio e del 22% rispetto a giugno 2025. Il dato mensile non indica però un’inversione del trend: nel primo semestre il valore complessivo degli acquisti è sceso dell’8% su base annua, a 352,2 milioni di euro. A sostenere il recupero di giugno sono stati soprattutto filetti e carni di pesce, in particolare pollock d’Alaska e merluzzo.
Un mese in forte accelerazione dentro un semestre ancora in calo. È questa la chiave per leggere correttamente gli ultimi dati sugli acquisti europei di prodotti ittici dalla Russia, evitando di trasformare un rimbalzo mensile in un cambio di tendenza che, almeno per ora, i numeri non mostrano.
Giugno merita comunque attenzione. Non soltanto per l’entità dell’aumento, ma perché il recupero si concentra proprio su pollock d’Alaska e merluzzo, mentre a Bruxelles il seafood russo è entrato nel confronto sulle nuove misure commerciali contro Mosca.
A giugno 74,9 milioni di euro, ma il semestre dice altro
Secondo elaborazioni basate sui dati Eurostat, a giugno 2026 le importazioni UE di prodotti ittici dalla Russia hanno raggiunto 74,9 milioni di euro, circa il 70% in più rispetto a maggio e il 22% sopra il livello dello stesso mese del 2025. È il valore mensile più elevato da novembre 2024.
A fare la parte maggiore sono stati filetti e altre carni di pesce, con 60,6 milioni di euro, un valore pari a 1,8 volte quello di maggio. Il flusso ha riguardato soprattutto filetti congelati di pollock d’Alaska e merluzzo.
A questi si aggiungono 10,8 milioni di euro di pesce congelato, circa 3,2 milioni di prodotti preparati e 361 mila euro di pesce refrigerato.
La Germania è risultata il principale mercato europeo nel mese, con 42,3 milioni di euro di acquisti, davanti a Francia, Paesi Bassi, Polonia e Danimarca.
Il +70% non significa un nuovo boom delle importazioni
Il dato più importante per interpretare giugno emerge però allargando l’orizzonte temporale.
Tra gennaio e giugno 2026 il valore delle importazioni europee di prodotti ittici russi si è fermato a 352,2 milioni di euro, l’8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il +70% mensile va quindi letto per quello che è: un forte recupero rispetto a maggio, non la prova di una crescita generalizzata delle forniture russe verso l’Unione.
È una distinzione sostanziale anche per chi opera sul mercato. Il dato aggregato del semestre arretra, mentre alcune categorie mostrano a giugno una capacità di recupero decisamente superiore.
Il tema non è nuovo per la filiera europea. Nei mesi precedenti era già emersa la tenuta delle importazioni UE di filetti di pesce dalla Russia, ma il dato di giugno aggiunge un elemento diverso: mostra quanto rapidamente alcuni flussi possano riaccelerare anche all’interno di un mercato complessivamente in contrazione.
Merluzzo russo, la proposta di Bruxelles non entra nel 21° pacchetto
A rendere il dato di giugno ancora più significativo è la coincidenza temporale con il dibattito europeo sulle sanzioni.
Nel presentare la proposta per il 21° pacchetto di misure contro la Russia, la Commissione europea aveva indicato restrizioni sostanziali sulle importazioni di alcuni prodotti della pesca e un divieto completo per altri, incluso il merluzzo. La previsione compare nella dichiarazione ufficiale della presidente Ursula von der Leyen.
Quelle misure sul seafood non sono confluite nel 21° pacchetto adottato dal Consiglio dell’UE il 23 luglio 2026, che ha concentrato le nuove restrizioni soprattutto sui comparti energetico e finanziario, sulle criptovalute, sulla flotta ombra e su ulteriori soggetti ed entità collegati alla Russia.
La distinzione è essenziale: il divieto di importazione del merluzzo russo è stato proposto dalla Commissione, ma non è stato adottato nel 21° pacchetto.
Per gli operatori conta l’incrocio tra mercato e rischio regolatorio
Per importatori, trasformatori e buyer europei, giugno lascia quindi due indicazioni differenti.
La prima è commerciale: il mercato complessivo del primo semestre resta in calo, ma pollock e merluzzo hanno contribuito in modo rilevante al recupero dell’ultimo mese disponibile.
La seconda è regolatoria. Il fatto che il seafood sia entrato nella proposta della Commissione significa che le condizioni di accesso dei prodotti russi al mercato europeo possono tornare al centro del confronto politico, anche se le restrizioni ipotizzate non sono state inserite nel pacchetto di luglio.
È questo, più del +70% preso isolatamente, il dato da seguire. Giugno non certifica un ritorno alla crescita delle importazioni russe, ma mostra che alcuni flussi ittici possono restare commercialmente rilevanti anche mentre il valore complessivo degli acquisti europei diminuisce.
Per la filiera, la partita si gioca proprio qui: nell’incrocio tra andamento degli approvvigionamenti e possibile evoluzione delle regole europee.













