In Cina il sashimi è oggi il principale formato di consumo del salmone e sta crescendo soprattutto nelle occasioni domestiche. Secondo il Norwegian Seafood Council (NSC), la diffusione dell’e-commerce, delle consegne rapide e dei punti di lavorazione capaci di preparare il prodotto su richiesta sta rendendo il salmone crudo più accessibile. Nel 2025 le importazioni cinesi di salmone sono aumentate di circa il 50% e, secondo i dati NSC diffusi alla vigilia del World Seafood Shanghai, la crescita è proseguita nel primo semestre 2026 con un ulteriore +43%.
La crescita del salmone in Cina non si spiega soltanto contando le tonnellate importate. Il cambiamento più interessante riguarda dove e come il prodotto viene consumato.
Prima della pandemia, il sashimi di salmone era legato soprattutto ai ristoranti giapponesi e il consumo di pesce crudo in casa rimaneva più limitato. Oggi una parte della domanda si è trasferita nella spesa domestica: il consumatore può acquistare online salmone già porzionato o affettato, ricevendolo attraverso servizi di consegna che operano in tempi molto brevi. È questo passaggio, più del semplice aumento dei volumi, a modificare la struttura commerciale della categoria.
Il sashimi passa dal ristorante alla casa
Il Seafood Trends 2026: The China Report del Norwegian Seafood Council individua nel consumo domestico uno dei cambiamenti più evidenti intervenuti dopo il Covid. Il sashimi, inizialmente percepito soprattutto come prodotto della ristorazione giapponese, è entrato progressivamente nel carrello della spesa della classe media urbana.
A rendere possibile il passaggio è stata la combinazione tra retail moderno, piattaforme digitali e preparazione del prodotto vicino al momento del consumo. NSC descrive una rete di stabilimenti e negozi specializzati che tagliano il salmone su richiesta prima della consegna. Sigmund Bjørgo, direttore NSC per la Cina, riferisce anche di consegne domestiche effettuate nell’arco di circa 25 minuti.
Il fenomeno, inoltre, non riguarda più soltanto Shanghai, Pechino, Guangzhou o Shenzhen. La distribuzione del salmone si sta ampliando anche nelle città cinesi di seconda e terza fascia, aumentando il numero di consumatori raggiungibili dal prodotto fresco importato. NSC rileva che questa espansione geografica sta accompagnando la crescita delle vendite sulle piattaforme digitali e nella distribuzione moderna.
Per la filiera conta sempre di più ciò che accade dopo l’importazione
È qui che la crescita cinese assume un significato particolare per gli operatori.
Vendere più salmone resta naturalmente il presupposto, ma una parte crescente della competizione si sposta sui servizi che accompagnano il prodotto: mantenimento della catena del freddo, disponibilità continua, lavorazione, porzionatura, confezionamento e rapidità dell’ultimo miglio.
Il consumo crudo rende questi elementi particolarmente sensibili. Il valore non dipende soltanto dalla disponibilità della materia prima, ma dalla capacità della filiera di farla arrivare al consumatore nelle condizioni e nei tempi richiesti dal canale.
Non significa che il mercato cinese stia abbandonando il prodotto premium in favore della convenienza. Il quadro descritto da NSC suggerisce piuttosto il contrario: l’accessibilità aumenta senza cancellare la ricerca di qualità e freschezza. Il salmone può così inserirsi più facilmente nel pasto domestico cinese, tradizionalmente composto da più portate condivise, mantenendo al tempo stesso una percezione di prodotto di valore.
La crescita del salmone continua, ma i numeri vanno distinti
L’espansione del sashimi avviene mentre il mercato cinese del salmone continua ad aumentare rapidamente.
Nel 2025 la categoria del salmone importato in Cina è cresciuta di circa il 50%. Per il primo semestre 2026, i dati NSC riportati alla vigilia del World Seafood Shanghai indicano un ulteriore aumento delle importazioni cinesi del 43%.
Un dato diverso, e da non confondere con quello sulle importazioni complessive della Cina, riguarda invece la sola Norvegia: nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni norvegesi di salmone verso il mercato cinese sono aumentate del 51% in volume e del 42% in valore rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota norvegese sul mercato è salita, secondo NSC, dal 57% del 2025 al 61% nel primo semestre 2026.
La crescita della Cina nella geografia commerciale norvegese è già stata analizzata da Pesceinrete nell’approfondimento dedicato al cambiamento delle rotte dell’export ittico norvegese nel 2026. Il dato nuovo, in questo caso, è ciò che accade a valle dell’importazione: il sashimi sta creando occasioni di consumo domestico che richiedono una rete distributiva e di lavorazione capace di accompagnare il fresco fino all’ultimo miglio.
Freschezza e fiducia diventano parte del prodotto
La centralità del sashimi emerge anche dalle rilevazioni sui consumatori. Nei campioni analizzati da NSC nelle città cinesi di primo livello, circa un consumatore di seafood su quattro dichiara di mangiare sashimi di salmone almeno una volta alla settimana. Il confronto indicato dal Council è con una media globale intorno al 13%.
Il dato richiede però una precisazione importante: la stessa NSC specifica che la ricerca condotta nelle città considerate non è rappresentativa dell’intera popolazione cinese. Non significa quindi che un cinese su quattro consumi salmone crudo ogni settimana; misura piuttosto l’intensità raggiunta dal fenomeno all’interno di una fascia urbana di consumatori di prodotti ittici.
In questo segmento la freschezza assume un peso decisivo. Le ricerche NSC indicano che, insieme al prezzo, è uno dei principali criteri utilizzati nella scelta del seafood. Per il salmone destinato al consumo crudo la conseguenza commerciale è evidente: origine, integrità della catena refrigerata, velocità di distribuzione e condizioni del prodotto al momento dell’acquisto diventano componenti della proposta di valore, non semplici aspetti logistici.
Il tema arriva direttamente al World Seafood Shanghai, in programma dal 26 al 28 agosto 2026. NSC partecipa alla manifestazione con il Norwegian Seafood Pavilion e ha dedicato alla vigilia della fiera un focus group sui consumatori di salmone e un test sul sashimi con chef. Il 26 agosto è inoltre in programma il 9th China Global Salmon Industry Summit.
Più che un semplice aumento della domanda, il caso cinese mostra quindi una trasformazione del mercato finale: il salmone importato trova nuove occasioni di consumo perché una rete di lavorazione, retail digitale e consegna refrigerata sta rendendo il sashimi domestico più facile da acquistare. Per chi opera nella filiera, è questo il cambiamento da osservare.













